
Il candidato alle regionali con la lista “Civica, con De Pescale Presidente” rilancia il progetto dell’ex sindaco di Forlì Giorgio Zanniboni: “Grazie alla sua posizione strategica l’invaso potrebbe diventare un’ottima vasca di laminazione e potremmo produrre energia elettrica e acqua potabile di grande qualità”
“Il lago di Quarto va ripristinato al più presto. Grazie alla sua posizione strategica, infatti, potrebbe diventare un’ottima vasca di laminazione e potremmo produrre energia elettrica e acqua potabile di grande qualità”. Più che una proposta è un impegno civico e politico quello di Michele Fiumi, candidato alle regionali con la lista “Civica, con De Pescale Presidente”.
“So che l’iter tecnico è stato avviato da tempo – spiega Fiumi – ma, nonostante la triangolazione istituzionale tra la Valle del Savio ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il progetto è attualmente in una fase di stallo. Si è nuovamente parlato di uno studio di fattibilità del progetto di riqualificazione i primi mesi dell’anno ma, ad oggi, sulla questione è calato il silenzio. E pensare che il tema della sicurezza idraulica non è mai stato così attuale. A questo punto basterebbe riprendere il progetto dell’ex sindaco di Forlì Giorgio Zanniboni, l’artefice dell’Acquedotto di Romagna che, ormai trent’anni fa, aveva per primo combattuto la battaglia per il recupero del lago”.
Secondo Fiumi “questa potrebbe essere un’opera strategica per il nostro territorio. Perché, oltre ad utilizzare l’invaso come strumento di mitigazione dell’intensità della piena del fiume Savio, il lago di Quarto, grazie alla sua posizione baricentrica rispetto alla Vallata, potrebbe garantire anche altre preziose funzioni. Con un bacino idrografico sotteso di centinaia di chilometri quadrati, infatti, oltre ad essere un punto nevralgico di mitigazione, può essere un prezioso invaso anche per lo stoccaggio della risorsa idrica. Già molti esperti si sono espressi in questi anni sulle potenzialità di quel lago e tutti hanno convenuto che, con i necessari accorgimenti tecnici, l’invaso potrebbe produrre energia elettrica pulita e anche acqua potabile di altissima qualità. C’è poi il tema turistico – aggiunge – una volta riqualificato, infatti, il lago può diventare un richiamo per tanti visitatori che già oggi lo frequentano per trekking e gite all’aria aperta”.
“Insomma – conclude Fiumi – è ora di portare a sintesi quel progetto che, da troppi anni, entra ed esce dall’agenda politica. Rispetto al passato, infatti, esiste una nuova emergenza e dunque il Lago di Quarto, che riunisce le necessità idriche, di laminazione, energetiche e turistiche, va assolutamente riqualificato”.









