
L’incontro istituzionale a Forlì gela le aspettative: confermati i 297 tagli nello stabilimento locale e la chiusura a Cerreto d’Esi. Regione e Comune bocciano la linea aziendale
La vertenza Electrolux è a un bivio drammatico e le istituzioni locali non intendono indietreggiare. L’incontro che si è tenuto ieri nella sede del Comune di Forlì, con la partecipazione della Regione, dell’amministrazione comunale, dei sindacati e delle tute blu, ha confermato lo stallo totale nella trattativa con la multinazionale. Nonostante le proteste e i tavoli tecnici dei mesi scorsi, l’azienda ha confermato 297 esuberi nel sito forlivese, suddivisi tra 214 operai della produzione e 83 lavoratori dello staff, oltre alla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona.
La situazione è stata definita insostenibile dai rappresentanti politici presenti. L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, ha espresso senza filtri la delusione della Regione dopo il vertice, evidenziando come l’azienda sia di fatto tornata al punto di partenza. L’assessore ha chiesto l’intervento diretto del Governo per aprire una trattativa strategica nazionale, ribadendo che non verranno accettate dismissioni a piccoli passi capaci soltanto di impoverire il territorio. Secondo la Regione, l’unica via percorribile resta il rilancio complessivo del progetto industriale.
Sulla stessa linea il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e l’assessore alle Politiche occupazionali, Kevin Bravi, i quali hanno puntato il dito contro l’indifferenza della proprietà, definendo irrispettoso l’atteggiamento tenuto finora nei confronti dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali. Il Comune ha ribadito che l’amministrazione continuerà a opporsi con fermezza a qualsiasi soluzione che non garantisca la piena salvaguardia dei livelli occupazionali, sottolineando che la vertenza riguarda il futuro industriale dell’intero Paese e che occorre restare uniti per difendere il lavoro locale.










