
Forlì commemora i dieci martiri della Resistenza a 82 anni dalle impiccagioni
L’omaggio della comunità ai caduti del settembre 1944 si è rinnovato a distanza di ottantadue anni dai drammatici eventi che segnarono il territorio forlivese. Di fronte ai cippi di via Minarda si è tenuta una cerimonia di raccoglimento per mantenere viva la memoria di coloro che persero la vita a causa della violenza nazifascista.
L’evento ha visto la partecipazione del vicesindaco Vincenzo Bongiorno, della coordinatrice del Comitato di quartiere Roberta Dradi e dei rappresentanti delle associazioni partigiane Anpi e Fiap, intervenuti con i rispettivi labari insieme a diversi cittadini. La commemorazione ha previsto la deposizione di una corona al monumento che ricorda la tragedia del nove settembre 1944, quando sei persone, quattro partigiani della val Bidente e due cittadini di religione ebraica, vennero giustiziate per impiccagione. Un analogo momento di silenzio è stato osservato presso il secondo cippo nei pressi di Branzolino, eretto in memoria di altri quattro combattenti della Resistenza forlivese uccisi negli stessi giorni.
La ricostruzione storica dei fatti è stata affidata alla professoressa Roberta Ravaioli, che ha ripercorso la sequenza delle esecuzioni e i duri rastrellamenti con successive deportazioni che colpirono la popolazione locale. Durante la cerimonia, le istituzioni hanno sottolineato il valore del ricordo per interpretare il presente. Nelle loro riflessioni, il vicesindaco Bongiorno e la coordinatrice Dradi si sono soffermati sul dramma delle guerre, sui rischi che minacciano la stabilità globale e sulla costante necessità di tutelare la libertà e la dignità di ogni individuo.










