
Approvata la legge per mettere in rete Bologna, Forlì, Rimini e Parma tra incentivi e intermodalità
Il sistema aeroportuale dell’Emilia-Romagna cambia pelle e sceglie la strada della cooperazione per sfidare il mercato internazionale. L’Assemblea legislativa ha dato il via libera a una nuova legge regionale che punta a trasformare i quattro scali del territorio in una rete integrata, superando la logica della competizione isolata per abbracciare una visione di insieme. Il provvedimento, che mette sul piatto 12 milioni di euro nel triennio 2026-2028, punta con decisione sulla specializzazione dei singoli aeroporti e sul potenziamento dei collegamenti ferroviari e fluviali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale della logistica.
La misura più attesa riguarda l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco: la regione si farà carico dei mancati introiti dei Comuni per consentire l’abolizione della council tax negli scali di Forlì, Rimini e Parma a partire dal 1° gennaio 2026. L’assessora al Turismo Roberta Frisoni ha accolto con entusiasmo il risultato: «Con questa legge facciamo un grande salto di qualità: creare una regia e una visione sull’intero sistema aeroportuale, perché faccia squadra per intercettare nuovi voli, fa bene anche al nostro turismo, che può diventare una nuova leva di sviluppo economico». Sulla stessa scia l’assessora ai Trasporti Irene Priolo, che ha sottolineato l’importanza della nuova cabina di regia: «Abbiamo lavorato su una strategia complementare che passa dall’istituzione della cabina di regia».
Nonostante il via libera, l’aula si è divisa sulle modalità e sulla consistenza dei fondi. Per il Partito Democratico, con i consiglieri Andrea Massari e Francesca Lucchi, si tratta di «una scelta politica netta: investire su un sistema aeroportuale integrato, capace di valorizzare tutte le infrastrutture esistenti». Di parere opposto le minoranze, che hanno criticato la mancanza di un piano dettagliato per ogni scalo. Marta Evangelisti (FdI) ha spiegato la mancata partecipazione al voto del suo gruppo: «Questa legge parla di aeroporti in senso generale ma non specifica gli interventi previsti sui singoli e come valorizzare ciascuno scalo. È un intervento spot visto che manca il piano regionale dei trasporti». Anche Luca Pestelli (FdI) ha sollecitato più coraggio: «La coesistenza di quattro aeroporti commerciali rappresenta una risorsa, e non una problematica, ma ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento del territorio».
Il dibattito ha toccato anche il tema delle risorse, giudicate irrisorie da Pietro Vignali (Forza Italia): «I 4 milioni di euro annuali sono irrisorie se si considera che la metà dovrà essere destinata alla copertura dei mancati introiti della council tax». Al contrario, Paolo Calvano (Pd) ha difeso l’efficacia dello stanziamento per costruire «un sistema intermodale che tenga conto anche delle opportunità che offrono le ferrovie e i fiumi». Tra le voci a sostegno anche il Movimento 5 Stelle con Lorenzo Casadei, che ha lodato la cooperazione tra trasporti e logistica, e i Civici con Vincenzo Paldino, il quale ha ricordato la necessità di una «transizione epocale dalla gomma al ferro». Resta invece critico Tommaso Fiazza (Lega), che ha lamentato il mancato supporto all’autotrasporto: «La Regione avrebbe potuto fare la sua parte prevedendo risorse su questo tema».










