
Dieci partecipanti da Tunisia, Bangladesh, Somalia e Costa d’Avorio hanno completato il percorso promosso da FIAB per favorire autonomia e integrazione
Un gruppo di dieci donne straniere ha tagliato un traguardo fondamentale per la propria indipendenza grazie alle due ruote. Si è infatti conclusa nel centro cittadino l’iniziativa formativa promossa da FIAB Forlì, che dal 5 al 19 ottobre ha visto protagoniste cittadine originarie di Tunisia, Bangladesh, Somalia e Costa d’Avorio. Le lezioni pratiche, ospitate nell’area antistante i musei, si sono abbinate agli approfondimenti teorici sulle regole della circolazione stradale tenuti nei locali del Centro Pace.
Il progetto, che affonda le sue radici in una storia decennale nata in collaborazione con la cooperativa sociale Dialogos, risponde a una necessità concreta. Nei Paesi d’origine la bicicletta è un mezzo comune, ma spesso precluso alle donne per ragioni sociali e culturali. Una volta giunte in Italia, apprendere l’uso della bici diventa un viatico essenziale per muoversi autonomamente, cercare un lavoro non servito dai mezzi pubblici e gestire con maggiore facilità la vita familiare.
L’edizione appena conclusa ha visto le partecipanti affrontare le difficoltà iniziali con impegno e sorrisi, arrivando tutte a pedalare con differenti livelli di sicurezza. L’esperienza ha rappresentato molto più di un training tecnico, trasformandosi in uno spazio di condivisione e relazione. Le volontarie di FIAB, considerate vere e proprie “insegnanti”, hanno instaurato un forte legame di empatia con le “allieve”, suggellato persino dalla preparazione di un piatto di riso alla bengalese.
Il sostegno all’iniziativa è arrivato dal Comune di Forlì, da FMI che ha fornito i velocipedi e dal Centro Pace. Tuttavia, superato l’ostacolo dell’apprendimento, resta aperto il nodo della reperibilità del mezzo per chi, priva di un’occupazione o di risorse economiche, non può acquistarne una. Per questo motivo, come evidenziato dalla presidente di Fiab Forlì Maura Ventimiglia, i prossimi passi mireranno a raccogliere biciclette da destinare alle partecipanti, affinché la conquista della mobilità e della partecipazione alla vita della comunità non resti un percorso incompiuto.










