Cantieri da 20 milioni di euro, il piano per gli invasi e l’interconnessione delle reti irrigue per proteggere e sostenere l’agricoltura locale

Un ampio piano strategico proiettato fino al 2027 mette al centro la manutenzione dei corsi d’acqua e la gestione della risorsa idrica nelle vallate romagnole. Nel corso di un vertice operativo con la Protezione Civile regionale e gli amministratori dei Comuni di Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Modigliana e Tredozio, il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha illustrato gli interventi in atto per superare le ferite lasciate dai recenti eventi alluvionali.

Il programma dei lavori attualmente in corso mobilita una ventina di imprese specializzate per un valore totale di circa 20 milioni di euro. Gli interventi riguardano la sistemazione di frane, la pulizia dei sovralluvionamenti e il ripristino delle adeguate sezioni di scorrimento dei canali nei punti più critici, indispensabili per proteggere infrastrutture stradali e terreni agricoli. Sul fronte delle opere demaniali, i cantieri legati all’Ordinanza 8 hanno ormai raggiunto il 75% di completamento, affiancati da ulteriori azioni finanziate tramite le successive Ordinanze 35 e 57.

Il monitoraggio del territorio ha permesso di censire 5.082 opere di bonifica complessive nel comprensorio, identificando 64 strutture danneggiate dalle recenti alluvioni distribuite tra i bacini di Santerno, Senio, Lamone e Marzeno. Questo catalogo tecnico servirà a formalizzare le candidature di ripristino entro la scadenza della Fase 2, prevista per il 15 settembre.

Accanto alla sicurezza idraulica, l’attenzione resta alta sull’approvvigionamento irriguo. Per ridurre l’impatto dei prelievi estivi dai fiumi nei periodi di secca, la strategia punta al potenziamento dei bacini di stoccaggio e all’interconnessione con il Canale Emiliano Romagnolo. Attualmente la rete serve circa 205 aziende agricole nella vallata del Senio e 381 in quella del Lamone. Tra le proposte principali figura il progetto dell’Ex Cassa 1 a Riolo Terme, che prevede la riconversione dell’ex cava CTF in un invaso da oltre 300 mila metri cubi d’acqua. Nel prossimo biennio sono inoltre previsti investimenti per 10 milioni di euro destinati all’efficientamento e all’estensione delle condotte di distribuzione.