Decorazioni non conformi e regole sul Porto Canale: il Comune di Cesenatico fa chiarezza sull’ordinanza
Il sindaco Gozzoli e la vicesindaca Fantozzi intervengono dopo le polemiche sulla rimozione degli arredi di un locale del centro
Un percorso amministrativo durato mesi, nato dalla necessità di tutelare il paesaggio urbano e storico del Porto Canale, ha portato nei giorni scorsi all'emissione di un'ordinanza di rimozione di arredi non a norma per un pubblico esercizio della zona. A fronte delle recenti polemiche, l'amministrazione comunale di Cesenatico ha deciso di intervenire direttamente per spiegare la dinamica dei fatti e le motivazioni del provvedimento.
L'origine della vicenda risale all'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale e alla conseguente revisione del regolamento sugli arredi per le attività commerciali, artigianali e di ristorazione situate lungo il canale. La normativa precedente risaliva al 2009 e richiedeva un aggiornamento, in particolare per regolare le chiusure dei dehors nelle stagioni intermedie. Il testo finale è stato condiviso con la Soprintendenza di Ravenna, la Capitaneria di Porto e le associazioni di categoria, per poi essere approvato dal Consiglio Comunale il 29 maggio 2024.
Per consentire agli esercenti di adeguarzi con gradualità, il Comune ha concesso una tolleranza di dodici mesi. I primi controlli sono scattati nell'estate del 2025. Nel caso specifico del locale coinvolto, dopo i primi verbali emessi nel 2025 ne è seguito uno a giugno 2026 e un sopralluogo a luglio con l'avvio del procedimento amministrativo. L'impresa ha avuto dieci giorni di tempo per presentare memorie difensive o proposte alternative, ma non è giunta alcuna comunicazione. Di conseguenza, trascorsi quasi due mesi, si è giunti all'ordinanza.
Dall'amministrazione viene precisato che l'attività non è stata chiusa e che l'intervento non ha riguardato solo elementi marginali, ma una serie di arredi eterogenei e non conformi alle prescrizioni edilizie e paesaggistiche, quali vasi in plastica, tavolini da salotto, un banco di scuola e persino tappeti persiani.
Attualmente la quasi totalità delle attività ha regolarizzato la propria posizione. Le norme offrono comunque la possibilità agli imprenditori con esigenze particolari di proporre progetti specifici da sottoporre al vaglio della Soprintendenza. L'obiettivo principale resta quello di garantire un'immagine omogenea e decorosa a un'area di altissimo valore storico, inserita anche nel percorso di valorizzazione legato alle vele al terzo e alla candidatura Unesco. Tutelare la visibilità e la fruibilità degli spazi pubblici lato canale significa preservare un patrimonio che appartiene all'intera comunità.