Valle del Savio, via libera al piano per la tutela della risorsa idrica in montagna

Approvati dalla Giunta dell'Unione interventi per oltre 127 mila euro: coinvolti i territori di Verghereto, Bagno di Romagna, Sarsina e Mercato Saraceno

L’Unione dei Comuni della Valle del Savio consolida la propria strategia di salvaguardia ambientale e sicurezza del territorio attraverso un nuovo pacchetto di interventi dedicati alle aree montane. La Giunta ha approvato nella giornata di ieri la delibera che dà il via libera tecnico ai progetti Atersir per l’anno 2026, finalizzati alla protezione delle fonti di captazione e alla gestione sostenibile delle acque.

Il piano prevede uno stanziamento complessivo di 127.888,70 euro, finanziato tramite le risorse derivanti dalla tariffa del servizio idrico integrato. Si tratta di un'operazione strategica che non mira solo alla qualità ambientale della risorsa acqua, ma agisce direttamente sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. La manutenzione delle aree che alimentano i sistemi di captazione, sia superficiali che sotterranei, è infatti considerata un elemento prioritario per garantire la resilienza del sistema montano e la continuità dell'approvvigionamento per le comunità locali.

Il programma dei lavori si articola su diverse località del comprensorio. A Verghereto gli interventi si concentreranno presso il Fosso Arpina, mentre a Bagno di Romagna le opere riguarderanno il Fosso Larciano e l'area del cimitero di San Piero. Il comune di Sarsina vedrà interessata la zona delle Marmitte dei Giganti; infine, a Mercato Saraceno sono previsti lavori sui tratti del Rio Casone Raggio a Monte Iottone e del Rio Cavo a Linaro.

La progettazione, curata interamente dall’Ufficio Tecnico Associato dell’Unione, risponde ai criteri di pubblica utilità e conservazione della biodiversità. Con l'approvazione in linea tecnica da parte della Giunta, l'iter amministrativo procede ora verso il passaggio definitivo: la documentazione è stata trasmessa ad Atersir per la validazione finale e la successiva erogazione del finanziamento. L'avvio di questi cantieri rappresenta un tassello fondamentale nelle politiche regionali e locali di adattamento ai cambiamenti climatici e di protezione degli ecosistemi fragili dell'Appennino.