Fonte: Comune di Forlì

Il Comune di Forlì, e in particolare l’assessorato al Welfare guidato da Rosaria Tassinari hanno costruito un programma di visite e incontri intenso ma mirato, messo a punto dalla dirigente del Settore Eventi istituzionali, Livia Gazzoni

Dopo una settimana intensissima in cui hanno conosciuto tante realtà del territorio forlivese, sono partiti l’8 aprile per tornare a Tiro il sindaco della storica città del sud del Libano, Hassan Dbouk, con il suo interprete e assistente personale Karim Hezzedine, a cui per alcuni giorni si era unita anche l’ambasciatrice del Libano in Italia Mira Daher. Il Comune di Forlì, e in particolare l’assessorato al Welfare guidato da Rosaria Tassinari hanno costruito un programma di visite e incontri intenso ma mirato, messo a punto dalla dirigente del Settore Eventi istituzionali, Livia Gazzoni.

Il tutto si è svolto sempre in totale sintonia con il 66° Reggimento di Fanteria Aeromobile “Trieste” che a Tiro e nella zona circostante aveva svolto una missione durata sette mesi. Molti gli impegni di cooperazione del 66°, cittadino onorario forlivese, e del suo comandante: il vulcanico colonnello Marco Licari. Di conseguenza sono stati rilevati sul campo bisogni e necessità della popolazione civile verso i quali poi sono stati indirizzati i numerosissimi invii di beni realizzati durante gli scorsi mesi. Le visite e gli incontri programmati a Forlì hanno poi dato struttura alla solidarietà, sottraendola alla contingenza. Gli ospiti libanesi hanno incontrato infatti molte realtà che hanno cooperato in questi mesi per raccogliere beni e prodotti: dal Comitato contro la fame nel mondo alla Caritas e ad Avis, dai Lions e i Rotary alla ditta Coromano che ha fornito i pannelli solari per dare luce ed energia elettrica al Liceo di Al Bazuriyah, a tante altre realtà forlivesi. Non è mancato un momento denso di significato insieme al vescovo, monsignor Livio Corazza, visto che le due religioni vivono in questi giorni momenti importanti: la Quaresima per i cattolici, il Ramadan per i musulmani.

Ma l’Amministrazione ha voluto dare un impatto di lungo periodo a questa settimana: è così che fra i tanti incontri c’è stato anche quello con la Camera di Commercio della Romagna e con rappresentanti delle aziende del territorio, e, molto importante per la situazione attuale del Libano, quello con Matteo Altini, direttore della Ausl Romagna e con Toni Ibrahim, libanese di origine, direttore della Struttura Complessa Osteoncologia dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, come pure la visita al Cimic (Civil Military Co-operation) di Treviso, e quella alla Regione Emilia-Romagna dove si è aperta la possibilità di un tavolo di cooperazione ad hoc che vedrà Forlì come protagonista. Una pagina a sé, il rapporto con le scuole del territorio forlivese: il 7 aprile l’ingegner Dbouk, insieme al sindaco Gian Luca Zattini, all’assessora Paola Casara e al maggiore Leano Pannozzo, in rappresentanza del 66°, si è recato in visita al Liceo classico “G. B. Morgagni” e poi all’Itis “G. Marconi” dove ha incontrato i dirigenti, e con loro i professori e gli studenti impegnati in progetti di classi “sovranazionali” con i loro omologhi dello “Smart College” di Tiro e del Liceo pubblico di Al Bazuriyah.

L’incontro è servito anche a lanciare le prossime iniziative: l’11 maggio infatti le diverse classi coinvolte a Forlì e a Tiro si incontreranno virtualmente per un evento conclusivo dell’anno scolastico 2021-2022 che, per Forlì, sarà ospitato dalla scuola media “B. Croce”. Poi, il 23 agosto il “Festival della musica giovane del Mediterraneo” a cura dell’associazione No.Vi.Art (Arti per la nonviolenza) accoglierà una delegazione di studenti – musicisti delle due scuole partner, mentre il 22 l’associazione InArte proporrà un concerto che coinvolgerà i ragazzi del coro di Lea Akoury, una realtà benefica che in Libano raccoglie circa 45 orfani di militari caduti in combattimento. E molte altre sono le iniziative in cantiere, l’Amministrazione forlivese e la rete dei partner le sveleranno al più presto.