L’Assessora Tassinari: “L’iniziativa è semplice: si tratta della concessione in prestito di piccole somme di denaro, per il raggiungimento di specifici obiettivi e la realizzazione di progetti”

Ha suscitato l’interesse del Ministro per la famiglia Elena Bonetti, in visita alla Domus Coop lo scorso venerdì 23 luglio, il progetto fortemente voluto e promosso dall’Assessorato al welfare del Comune di Forlì denominato “Fiducia in Comune” e già mutuato da altre Amministrazioni del territorio. “La famiglia è l’elemento fondante della nostra società e cardine della nostra Costituzione” – spiega l’Assessore Tassinari che entra nuovamente nel dettaglio del progetto – “per promuovere il benessere e sostenere le famiglie in difficoltà, il Comune di Forlì ha predisposto un nuovo strumento agile e concreto, denominato “Fiducia in Comune” che si fonda   sulla fiducia e sulla responsabilità tra le famiglie interessate e il Comune. L’iniziativa è semplice: si tratta della concessione in prestito di piccole somme di denaro, per il raggiungimento di specifici obiettivi e la realizzazione di progetti. Rappresenta un investimento sulle risorse personali e familiari e le potenzialità dei richiedenti”.

Prosegue l’Assessore Tassinari: “Ecco gli esiti dei primi sei mesi dall’avvio (9 febbraio-6 luglio 2021): domande pervenute e accolte 122 e 101 i beneficiari, impegnando 358.500 euro. Restano a disposizione 141.500 euro per 20 domande ancora da valutare. Chi sono i richiedenti di questa nuova forma di prestito sociale? Le donne 66 e 56 gli uomini, in maggioranza di poco i nuclei italiani sugli stranieri. La richiesta di prestito va da un minimo di 3.000 ad un massimo di 5.000 euro euro. I motivi sono per: spese per l’abitazione, sanitarie, mobilità, scuola, altro per la famiglia. Che cosa ha causato un rilevante cambiamento nella condizione economica del nucleo? Per il 70% l’emergenza sanitaria: perdita lavoro, contratto di lavoro non rinnovabile (contratti a chiamata o   tempo determinato, part time); riduzione attività delle aziende del territorio con conseguente mancanza di ordini/fatturazioni; sospensione attività lavorativa da lavoro autonomo e dipendente; chiusura temporanea azienda ed attività, cassa integrazione per chiusura temporanea azienda ed attività dipendente ed autonoma“.

“Il restante 30% per imprevisti familiari: perdita lavoro per problemi di salute, diminuzione reddito per assistenza a familiari disabili, nascita figli, rilevanti spese sanitarie inattese. Oltre al prestito, il Comune prevede altre forme di supporto, fra cui, per esempio, un servizio di accompagnamento/tutoraggio finalizzato a sostenere la persona e la famiglia nel suo processo di sviluppo e nella realizzazione dei progetti previsti nonché nel mantenere l’impegno a rispettare il contratto di prestito per circa il 30% dei richiedenti. Altre forme di supporto sono: orientamento verso lo Sportello sociale e legale e al Centro per le famiglie”.

Conclude: “Il progetto non si basa solo su motivazioni contingenti e sociali, dovute alla pandemia, alle varie crisi economiche e alla globalizzazione, con conseguenti stravolgimenti del lavoro, ma anche su motivazioni culturali e di giustizia sociale. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riferimento alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Tutto questo fa riferimento al concetto di famiglia come comunità di persone, prima che di individui, come invece spesso intende la cultura dominante. Le persone, infatti, vengono prima delle strutture, anche se queste ultime sono necessarie e fondamentali, per la realizzazione delle persone. La cultura della persona, nella sua profondità di essere unico e irripetibile, basata sulla nostra tradizione greca, romana e cristiana di umanesimo integrale (unità inscindibile di spirito e materia), è bene riaffermarla anche nei progetti concreti della politica e delle decisioni amministrative che riguardano la famiglia, attaccata spesso dalle attuali concezioni individualistiche e purtroppo anche nichiliste, che creano ulteriore instabilità in un mondo globalizzato. La Costituzione e la cultura della persona restano, in sintesi, i capisaldi anche di questo progetto.”