( Foto: Studio Frasca )

La palazzina di proprietà del Comune di Forlì, realizzata negli anni Sessanta, torna dunque alla città dopo circa un anno di lavori

È stata inaugurata sabato 29 maggio la palazzina della nuova Casa del Donatore. Torna alla città l’edificio che fin dal 1960 ha ospitato la sede dell’Avis nella rinnovata veste della Casa del Donatore.

All’inaugurazione, alla presenza dei presidenti nazionali delle associazioni Avis, Admo e Aido, ha partecipato come Ospite d’eccezione il comico Paolo Cevoli. Romagnolo doc, nato a Riccione è diventato famoso grazie a Zelig e alle sue “macchiette” romagnole regalando momenti di spensierata allegria.

Con la ristrutturazione di questa storica sede, sorta in memoria di Erio Casadei, oltre a dare degna ospitalità alle tre associazioni, abbiamo contribuito a riqualificare una bella zona della città, valorizzando ulteriormente l’aspetto che fa di Forlì una delle città dove il volontariato ha raggiunto altri livelli di quantità, sia di qualità” ha dichiarato il presidente Roberto Malaguti che ha ereditato l’incarico portato avanti da Valdemaro Flamini.

La palazzina che si trova all’intersezione tra via Giacomo della Torre e via Lombardini di proprietà del Comune di Forlì, realizzata negli anni Sessanta, torna dunque alla città dopo circa un anno di lavori; il suo recupero, avvenuto in concomitanza con l’apertura del rinnovato Campostrino, ha cambiato il volto di questa parte di centro storico grazie a un intervento che coniuga pregio architettonico a funzionalità.

La rinnovata Casa del Donatore fungerà da punto di riferimento per le associazioni che qui hanno sede, Avis, Aido e Admo”– ha affermato il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini – e sarà aperta alle esigenze civiche e di quartiere. La donazione ha un grande valore per la salute delle persone e delle comunità.”

Un po’ di storia

Avis nazionale nasce nel 1926, mentre la sezione locale fu costituita da un gruppo di quarantacinque volontari nel 1936, sotto la guida del fondatore e primo presidente prof. Ugo De Castro. A quei tempi la sede si trovava nel padiglione del reparto Maternità all’Ospedale Morgagni, la donazione si faceva ancora braccio a braccio, i donatori venivano chiamati al bisogno e posizionati accanto al paziente.

La storia di Avis Forlì è legata a stretto giro a quella della famiglia Casadei. Finita la guerra, alla metà degli anni Cinquanta una tragedia colpì i Casadei: il figlio Erio, giovane promessa del motociclismo forlivese, scomparve tragicamente e i suoi famigliari, titolari della concessionaria Moto Guzzi, sovvenzionarono la costruzione della palazzina affinché restasse un ricordo in memoria del giovane. Nel 1958 fu firmato l’atto di donazione di un padiglione all’Ente Ospedaliero Gian Battista Morgagni, destinato ai servizi di Medicina trasfusionale e affidato all’Associazione dei donatori del sangue. In appena due anni la palazzina fu completata e nel 1960 venne inaugurata assieme al nuovo centro trasfusionale dotato di spazi tecnici, uffici, sala consiglio e riunioni tra i meglio attrezzati d’Italia, con personale medico e paramedico. E’ del 1966 l’inaugurazione della vetrata a chiusura dell’atrio coperto, prima vi era un portico, dono dell’Associazione Industriali di Forlì.

Tra il 2004 e il 2007 il Centro trasfusionale si sposta nella sede del Nuovo Ospedale Morgagni- Pierantoni di Vecchiazzano e nella sede storica di via Giacomo della Torre vengono collocati gli uffici e la dirigenza Avis. Dal 2012 Avis comunale gestisce l’Unità di Raccolta Sangue per tutto il comprensorio forlivese.

Oggi Avis sezione di Forlì ha superato i 3.700 soci e ha contribuito alla nascita di Aido (Associazione italiana per la donazione di organi tessuti e cellule) e Admo (Associazione donatori di midollo osseo), che come Avis si occupano di una donazione di una parte del corpo.

Il restauro

La palazzina Avis è stata restaurata nell’arco di un anno, tra il 2019 e il 2020, grazie alla collaborazione tra Comune di Forlì e Avis Comunale e ha portato a completo rinnovo dal punto di vista energetico, con accessi idonei ai portatori di handicap.

Al piano rialzato è presente una moderna sala riunioni multimediale, qui trovano sede anche le associazioni Aido, Admo ed i gruppi sportivi affiliati ad Avis. Al piano superiore tutti i rinnovati uffici dell’Avis Comunale e Provinciale. L’edificio è a zero emissioni non avendo nessun generatore proprio – ad eccezione della piccola pompa di calore per produzione acqua calda sanitaria –, il fabbisogno energetico è stato ridotto a un terzo di quello precedente, grazie all’allaccio alla centrale termica di quadrigenerazione dell’adiacente campus universitario. Sono state abbattute tutte le barriere architettoniche. L’edificio ospita un dipinto parietale ad opera del pittore romagnolo Maceo Casadei, un busto bronzeo commemorativo del pilota Erio Casadei ad opera dell’autore Ugo Savorana e un bassorilievo bronzeo commemorativo del prof. Mario Loreti ad opera dell’autore Roberto de Cupis.

Un accordo col Comune di Forlì, proprietario dell’immobile, prevede che Avis continuerà ad avere in concessione d’uso l’edificio per cinquant’anni.

L’Avis Forlì e l’arte

La schiera di amici dell’Avis annovera tanti artisti locali che a vario titolo hanno voluto contribuire ed esprimere il loro attaccamento all’associazione, creando e donando le loro opere, ormai parte integrante del panorama culturale cittadino.