La povertà è dilagante, anche nella ricca città di Milano e nel belpaese le cose non vanno certo meglio

SOCIETA’ – Lo straordinario successo del recente “Salone del mobile” non deve far perdere di vista che a Milano il 40 % delle persone che si rivolgono alla Caritas per ottenere generi di prima necessità sono Italiani. Ferruccio de Bortoli scrive che molti si vergognano della loro condizione sociale e tendono a mimetizzarsi fra i tanti disperati che si rivolgono ai centri di assistenza. Se ciò avviene nella ricca Milano possiamo facilmente immaginare cosa succeda in altre parti del belpaese.

 

In Italia nel 2016 il 6,3 % delle famiglie (circa cinque milioni di persone) viveva in condizione di povertà assoluta, la più dura tra le condizioni di povertà. Si definisce infatti tale quando “non si dispone – o si dispone con grande difficoltà o intermittenza – delle primarie risorse per il sostentamento umano come l’acqua, il cibo, il vestiario o l’abitazione”. La povertà relativa riguardava invece il 10,6 % delle famiglie (oltre otto milioni di individui).

 

Per l’ International Standard Poverty Line, indice utilizzato da ISTAT per stimare l’ampiezza del fenomeno è “povera una famiglia di due componenti con una spesa per consumi inferiore o uguale alla spesa media per consumi pro – capite”. In attesa di dati più recenti, non è azzardato ritenere che nella migliore delle ipotesi la situazione si sia stabilizzata, se non addirittura  peggiorata.

 

C’è da augurarsi che il prossimo Governo prenda atto che la povertà purtroppo è tornata e che “le riserve di grasso accumulate dai padri potrebbero non bastare per i figli, e i padri stessi quando saranno vecchi”. Gli indispensabili provvedimenti per contrastare la povertà crescente non dovranno far nascere ulteriori inefficienti strutture burocratiche amministrative che vivacchiano, mentre comunque costano, in attesa degli indispensabile “decreti attuativi”.

 

In tema di povertà, l’economista John Kenneth Galbraith auspicava: “I ricchi dovrebbero essere tutti di sinistra, per dormire meglio la notte sapendo che i poveri hanno abbastanza soldi per vivere bene e non progettare di infilzarli sui forconi”.

 

Tomaso Tomai