Il caso di “Grafica Veneta” suscita alcune domande e perplessità

SOCIETA’ – Stampa e televisione alla uscita dei dati ISTAT non mancano di porre in particolare evidenza l’indice relativo alla disoccupazione giovanile, riferita alla classe 15 – 24 anni di età. Attualmente viaggia intorno al ragguardevole 32 %, mentre in un recente passato superava il 40 %.

 

La disoccupazione complessiva in Italia, classi d’età 15 – 64 anni è pari qal 10,9 %; nel laborioso Veneto scende invece al 5,9 %. Quali le conseguenze? Fabio Franceschi Presidente di Grafica Veneta di Trebaseleghe (Pd), primo gruppo tipografico italiano e secondo europeo con 500 dipendenti, riferisce che da tre mesi non riesce a coprire le “25 posizioni aperte”.

 

Solo in quattro hanno accettata l’offerta: “assunzione a tempo indeterminato, stipendio netto tra 1.200 e 1.500 euro al mese, nessuna competenza particolare e formazione a carico dell’azienda”. E pensare, sono parole del Presidente, che “nella nostra azienda tutti sanno che non si viene assunti ma accuditi come figli”. I dipendenti fruiscono infatti di una lunga serie di benefit fra i quali singolari appaiono barbiere, massaggiatore e psicologo.

 

Libri e riviste sono stampati 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno in quanto escono, ogni giorno, 20 tir per le spedizioni. Al dipendente una volta la settimana tocca quindi il turno di notte che raramente coincide con il fine settimana.

 

Per un giovane in cerca di prima occupazione l’azienda sembra essere quella giusta ma dopo un’esplosiva denuncia raccolta da “Il mattino di Padova” – Trebaseleghe dista 39 km da Padova –   solo sei candidati hanno telefonato e sono stati subito assunti, riducendo le posizione ancora da  ricoprire a 15! Così la rotativa di nuova generazione appena installata, investimento da 10 milioni di euro, rimane ancora ferma.

 

Alla luce dell’esperienza vissuta il Presidente si chiede testualmente: «Se in alcune zone d’Italia non si trovano operai, la politica ha il dovere di occuparsene».

 

Tomaso Tomai