Soldi, successo? Oppure tempo, silenzio e sicurezza?

SOCIETA’ – Per lungo tempo si è creduto che il lusso fosse costituito dall’abituale consumo di alta qualità ed elevato costo caratterizzato, ad esempio, dall’acquisto di prodotti e oggetti anche superflui per adornare l’abitazione o il corpo che pochi si potevano permettere, distinguendosi dai più. Erano i tempi in cui Coco Chanel disse che il lusso non è il contrario della miseria bensì il contrario della volgarità. Il lusso insomma presupponeva un tenore di vita raro e invidiato.

 

Nella società industriale, scomparsa l’atavica fame, si sono aumentati gradualmente i consumi come testimoniano la proliferazione di boutique e negozi monomarca. Nei paesi industrialmente avanzati sono ora diventati “consumi di massa” la moda con il pret à porter, ma anche elettrodomestici, specialità alimentari, viaggi, arredamenti, gioielli, auto bigiotteria, vacanze ecc. Mentre boutique e negozi monomarca italiana invadono il mondo esportando il sempre più invidiato Italian Style anche nel nostro Paese si sta passando progressivamente dalla società industriale a quella post industriale. Nel tipo di società in divenire cosa sarà allora così raro da poter essere considerato “lusso”?

 

Hans Magnus Enzensbergher risponde che il lusso cambierà sembianze: diventeranno così di lusso altri beni che segneranno la differenza fra chi ha e chi non ha. Non più auto o gioielli ma chi avrà la disponibilità di sei beni che già oggi cominciano a scarseggiare: il Tempo, l’Autonomia, lo Spazio, il Silenzio, la Sicurezza, l’Ambiente non inquinato. In un mondo in cui ci sarà sempre meno da dividersi, il lusso saprà vincere come tenace avversario dell’eguaglianza. Nella consultazione elettorale dello scorso 4 Marzo un partito considerato populista ha puntato sul bene sicurezza quadruplicando i consensi; c’è da chiedersi se si fosse mai ispirato a Enzensbergher, uno dei più noti intellettuali tedeschi.