Gli studenti di 35 scuole secondarie di secondo grado di tutte le province dell’Emilia-Romagna hanno partecipato all’incontro organizzato all’Assemblea legislativa con il professor Federico Faggin, l’inventore del microprocessore e della tecnologia touch

Sono stati più di mille studenti, oltre trecento in presenza e novecento collegati online, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado – trentacinque, dislocate in tutte le province dell’Emilia-Romagna – che hanno ascoltato a Bologna la lezione magistrale del professor Federico Faggin, l’inventore del microprocessore e della tecnologia touch pad e touch screen, oggi universalmente utilizzate nei dispositivi mobili.

L’incontro, organizzato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, ha inteso offrire agli studenti una panoramica sulla rivoluzione scientifica dell’Intelligenza Artificiale (IA) e sulle sue implicazioni etiche, sociali ed economiche. Una preziosa occasione di riflessione e approfondimento sulle sfide e sulle opportunità che l’Intelligenza Artificiale comporta.

La lezione del professor Faggin, introdotta dagli interventi della presidente e del direttore generale dell’Assemblea legislativa, ha concluso il primo anno di iniziative promosse dall’Assemblea legislativa sul tema dell’Intelligenza artificiale, con un’attenzione particolare alla formazione dei giovani, che hanno visto il coinvolgimento di duemila fra studenti e docenti delle scuole dell’Emilia-Romagna. Oltre alla nascita del progetto “Savia”, che, sempre su iniziativa dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, utilizza sistemi di intelligenza artificiale nel supporto alla qualità delle leggi regionali.

Dopo aver ripercorso le tappe salienti della sua vita professionale, lo scienziato italo-americano – nato in provincia di Vicenza ma da tempo residente nella Silicon Valley – ha spiegato: “Per anni ho inutilmente cercato di capire come la coscienza potesse sorgere da segnali elettrici o biochimici e ho constatato che, invariabilmente, i segnali elettrici possono solo produrre altri segnali elettrici o altre conseguenze fisiche come forza o movimento, ma mai sensazioni e sentimenti, che sono qualitativamente diversi. È la coscienza che capisce la situazione e che fa la differenza tra un robot e un essere umano. In una macchina non c’è alcuna ‘pausa di riflessione’ tra i simboli e l’azione, perché il significato dei simboli, il dubbio e il libero arbitrio esistono solo nella coscienza di un sé, ma non in un meccanismo”. E ancora: “Nemmeno la forma più evoluta di intelligenza artificiale potrà mai sostituire l’uomo. Perché nell’essere umano esiste qualcosa di irriducibile al sapere delle macchine: la coscienza di sé, il libero arbitrio, il dubbio, i sentimenti”. Una critica nei confronti degli approcci scientifici che descrivono l’essere umano come una macchina biologica analoga a un computer o a un robot. Per concludere con un monito ai giovani studenti: “Ci viene raccontato che l’Intelligenza artificiale potrà superare quella umana. Non è possibile, a meno che non lo si acconsenta in modo passivo. Per evitare questo rischio e far sì che l’IA venga utilizzata per il bene comune e non per scopi di potere, occorre consapevolezza critica e, dunque, un dialogo ancora più serrato attraverso la fisica quantistica”.

Chi è Federico Faggin

Federico Faggin nasce a Vicenza nel 1941 e dopo gli studi superiori viene assunto nel Laboratorio di Ricerche elettroniche dell’Olivetti, contribuendo alla progettazione e dirigendo il progetto di un piccolo computer elettronico digitale a transistor. Consegue la laurea in Fisica all’Università degli Studi di Padova ed entra in SGS Fairchild, società generale semiconduttori, per la quale, nel 1967, crea la tecnologia MOS IC con porta di silicio (SGT) che permette di realizzare i microprocessori nonché memorie e sensori di immagine e che viene adottata in tutto il mondo. Stabilitosi negli USA, nel 1970 Faggin passa alla Intel, dove crea la metodologia random logic design in silicon gate, utilizzata per progettare le prime generazioni di microprocessori della Intel che ancora oggi dominano il mercato dei personal computer. Nel 1974 Faggin inizia la sua carriera da imprenditore come co-fondatore di diverse aziende start-up. Fra queste la Zilog, per la quale Faggin sviluppa il microprocessore Z80, e, nel 1986, la Synaptics, che ha introdotto sul mercato la tecnologia touch pad e touch screen, oggi universalmente utilizzate nei dispositivi mobili.

Innumerevoli sono i premi e le lauree honoris causa di cui è stato insignito Federico Faggin. Il 19 ottobre 2010 Faggin riceve la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione dal presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, per l’invenzione del microprocessore. Unico italiano presente al Computer History Museum di Mountain View, nel 2011 fonda la Federico e Elvia Faggin Foundation, organizzazione no profit dedicata allo studio scientifico della coscienza attraverso la sponsorizzazione di programmi di ricerca teorica e sperimentale presso università e istituti di ricerca statunitensi. Nel 2011 fonda la Federico and Elvia Faggin Foundation, organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della coscienza con cui sponsorizza programmi di ricerca teorica e sperimentale presso università e istituti di ricerca statunitensi. Il 27 novembre 2019, su iniziativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Faggin viene insignito della massima onorificenza della Repubblica Italiana: la nomina a Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2023 a Federico Faggin vengono conferiti il Sigillum Magnum di Ateneo, massima onorificenza dell’Università degli Studi di Bologna, e il Premio Montale Fuori di casa “In Limine”.

Federico Faggin è autore di numerosi libri, fra i quali spiccano “Silicio. Dall’invenzione del microprocessore alla nuova scienza della consapevolezza” e “Irriducibile. La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura”.

Le 35 scuole partecipanti

Bologna 9: Liceo Copernico, Istituto tecnico Aldini Valeriani, Istituto di istruzione superiore Rosa Luxemburg, Scuole Manzoni, Istituto di istruzione superiore Belluzzi Fioravanti, Liceo Artistico Arcangeli, Istituto di istruzione superiore Crescenzi Pacinotti Sirani, Istituto Enrico Mattei di San Lazzaro di Savena, Istituto di istruzione superiore Giordano Bruno di Budrio. Reggio Emilia 5: Liceo Rinaldo Corso di Correggio, Liceo Chierici, Istituto di istruzione superiore A. Zanelli, Scuola paritaria San Tomaso d’Aquino di Correggio, Istituto di istruzione superiore Cattaneo Dall’Aglio di Castelnovo ne’ Monti. Piacenza 5: Istituto tecnico economico Gian Domenico Romagnosi, Istituto alberghiero Marcora, Liceo Respighi, Istituto di istruzione superiore Marconi, Liceo G.M. Colombini. Rimini 4: Liceo scientifico A. Einstein, Istituto tecnico tecnologico superiore Belluzzi Da Vinci, Liceo Volta Fellini di Riccione, Istituto di istruzione superiore Tonino Guerra di Novafeltria. Forlì-Cesena 4: Liceo linguistico Ilaria Alpi di Cesena, Liceo Statale Monti di Cesena, Istituto tecnico Serra di Cesena, Istituto superiore Pascal-Comandini di Cesena. Ravenna 3: Istituto tecnico industriale Nullo Baldini, Istituto professionale Olivetti Callegari, Liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Modena 2: Istituto Sacro Cuore, Istituto tecnico industriale Leonardo Da Vinci di Carpi. Parma 2: Istituto di istruzione superiore Giordani, Istituto di istruzione tecnica superiore Giordani di San Secondo Parmense. Ferrara 1: Istituto di istruzione superiore Copernico Carpeggiani.