La Ruota Comunitaria ideata da Adalberto Barreto conquista il riconoscimento nazionale al convegno farealice26. A Cesena intanto prosegue la formazione per nuovi facilitatori

Un cerchio di ascolto, condivisione e supporto reciproco nato tra le mura pediatriche e i consultori della Romagna è salito sul podio nazionale. L’esperienza dell’Ausl Romagna legata alla Ruota Comunitaria, un percorso finalizzato al benessere degli operatori sanitari, ha sbaragliato la concorrenza al convegno farealice26 guadagnandosi il premio come miglior abstract con il lavoro intitolato Corpo, emozioni e strategie: la Ruota di Barreto per il benessere degli operatori sanitari.

Il progetto, condotto tra il 2023 e il 2026 nell’Unità Operativa Pediatria e Consultorio Familiare di Cesena, ha visto la partecipazione attiva di un team multiprofessionale composto da medici, infermieri, ostetriche, psicologi e assistenti sociali. Attraverso incontri cadenzati, i professionisti hanno potuto condividere le fatiche quotidiane del lavoro, abbattere il senso di isolamento e riscoprire la cura di sé. I dati parlano chiaro: il 75 percento dei partecipanti ha espresso una valutazione pienamente positiva, sottolineando l’importanza dell’ascolto reciproco, della coesione e dello scambio di strategie pratiche per affrontare le criticità.

La notizia del riconoscimento giunge mentre Palazzo Ghini, sempre a Cesena, ospita le nuove giornate di alta formazione dedicate alla Terapia Comunitaria Integrativa. A guidare le lezioni c’è il professor Adalberto Barreto, etnopsichiatra brasiliano e padre di questo approccio, affiancato dalla psicologa e psicoterapeuta Ester Bianchini. Il calendario prevede il modulo base rivolto agli operatori e una successiva giornata di supervisione per i facilitatori già operativi sul territorio.

Nata come metodologia fondata sul dialogo circolare e sull’assenza di giudizio o consigli preconfezionati, la Ruota Comunitaria ha già radici profonde in Romagna, dove circa ottanta professionisti hanno completato il percorso di facilitazione. L’approccio trova oggi applicazione in molteplici contesti, dalle Case della Comunità alle scuole, offrendo un prezioso argine alla solitudine, all’impotenza e alla paura del giudizio che spesso accomunano adulti e adolescenti.

Il lavoro premiato porta le firme di Debora Senni, Chiara Casadei, Angela Di Ianni, Antonella Salvati e Vanessa Vivoli. Il contributo verrà ufficialmente presentato a Roma nel corso della sessione plenaria del convegno, esposto sotto forma di poster, inserito negli Atti ufficiali e diffuso all’interno della rete nazionale Alice, che conta oltre trentamila operatori.