
Un bilancio del piano educativo che ha coinvolto oltre 600 studenti di Forlì e ha aperto le porte del carcere locale per abbattere i pregiudizi sulle dipendenze
I banchi di scuola come spazio di ascolto e informazione scientifica per superare i tabù e comprendere i veri rischi legati all’uso di sostanze. Con la conclusione dell’anno scolastico 2025-2026, il Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì traccia un bilancio delle attività di prevenzione sul territorio. Gli interventi, articolati in tre percorsi mirati, hanno coinvolto più di 600 alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, mostrando un netto aumento della consapevolezza tra i giovani, a fronte purtroppo di una scarsa partecipazione da parte di genitori e insegnanti.
Nelle scuole medie l’attenzione si è concentrata sul progetto Mediamente, rivolto alle classi seconde e terze per analizzare i pericoli di alcol e nicotina. I laboratori interattivi di tre ore hanno permesso di fare chiarezza sulle sigarette elettroniche, le cosiddette puff. Se prima degli incontri solo il 46% degli alunni era consapevole che mancano studi a lungo termine sui danni di questi dispositivi, dopo il percorso la percentuale è salita al 74.9%. Gli operatori hanno però rilevato una nota dolente sul fronte della comunità educante, a causa della bassa affluenza degli adulti agli appuntamenti loro dedicati.
Per gli istituti superiori (Enaip, Ruffilli, Classico, Scientifico, Artistico Canova, Aeca e Cnos) è stato invece strutturato il progetto Just Say Know, focalizzato su stupefacenti e conseguenze legali. I dati raccolti evidenziano un forte incremento delle competenze: la conoscenza delle sanzioni del Codice della Strada per i minori alla guida in stato di ebbrezza (che prevede il differimento della patente fino a 21 anni) è passata dal 9.36% al 64.14%. Anche sul piano medico i ragazzi hanno appreso i meccanismi biologici di astinenza, tolleranza e craving, con le risposte corrette salite dal 18.35% al 47.68%, registrando un gradimento complessivo del 93%.
Il percorso più d’impatto è stato Valico, che ha portato 98 studenti di quattro classi quinte all’interno della Casa Circondariale di Forlì per una mattinata di confronto con 10 persone recluse. L’iniziativa ha permesso di superare lo stigma sociale verso chi vive una condizione di detenzione legata alle tossicodipendenze, offrendo contemporaneamente un momento riabilitativo di forte valore terapeutico per i detenuti.
Dalle relazioni costruite in classe emerge come i ragazzi non cerchino prediche ma adulti credibili e dati scientifici. La fiducia riposta nella struttura forlivese è solida, tanto che l’80.6% degli studenti superiori dichiara che si rivolgerebbe agli operatori del SerDP in caso di necessità.










