Forlì, presentata la futura Casa della Comunità: un progetto condiviso con la città

Concluso il percorso partecipativo per la struttura finanziata dal PNRR: integrazione tra sanità e sociale entro la fine del 2026

Il volto della sanità territoriale di Forlì compie un passo decisivo verso la sua realizzazione. Presso la Sala San Luigi del CNOS FAP Salesiani, sono stati presentati i risultati del percorso partecipativo che ha definito l’identità e le funzioni della futura Casa della Comunità. La struttura, finanziata attraverso i fondi del PNRR, non sarà solo un presidio sanitario, ma il risultato di un lungo lavoro di ascolto che ha coinvolto attivamente l’Ausl Romagna, il Comune di Forlì, il mondo del volontariato e numerosi cittadini.

All’incontro hanno preso parte le principali autorità cittadine, tra cui il sindaco Gian Luca Zattini, la direttrice sanitaria dell'AUSL Romagna Francesca Bravi e l’assessora al Welfare Angelica Sansavini. Il progetto, avviato nel 2023, ha messo al centro i temi dell’accoglienza e dell’accessibilità, intese non solo come abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche come superamento degli ostacoli culturali e sociali. L'obiettivo è creare un luogo di fiducia capace di generare relazioni umane oltre che prestazioni mediche.

Fondamentale è stato il contributo del Terzo Settore. Numerose realtà associative, tra cui Avo, Auser, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Salute e Solidarietà, hanno collaborato per disegnare un modello di assistenza di prossimità. Il dottor Sergio Barberio, direttore del centro ospitante, ha espresso orgoglio per aver offerto una sede a questo confronto, sottolineando la missione educativa e sociale dei Salesiani nel prendersi cura dei più fragili.

Il direttore del Distretto di Forlì dell'AUSL Romagna, Francesco Sintoni, ha delineato la sfida culturale che attende la città: costruire uno spazio dove la sanità e il sociale si incontrino in modo fluido. La Casa della Comunità mira a fornire risposte unitarie e semplificate ai bisogni dei cittadini, riducendo la frammentazione dei servizi. Con la chiusura della fase progettuale, il percorso prosegue ora verso l’allestimento finale, con l'obiettivo di rendere la struttura pienamente operativa e centrale nel sistema del welfare locale, a sostegno soprattutto di anziani e fasce deboli, entro il termine del 2026.