Fonte: Ufficio Stampa Irst

In programma dal 20 al 22 settembre a Forlì

Una rete territoriale capace di farsi carico dell’intero percorso diagnostico-assistenziale del malato onco-ematologico e di ambire al riconoscimento europeo di istituzione di ricerca. L’ultimo e, forse, il più ambizioso progetto del Professor Dino Amadori, quello di un network onco-ematologico che sappia comprendere, esaltandole, le strutture e le competenze sia dell’AUSL Romagna sia dell’IRST IRCCS, diventa sempre più concreto. A poco meno di un anno e mezzo dall’unanime approvazione del progetto da parte della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna (dicembre 2020), il Comprehensive Cancer Care (& Research) Network – CCCRN, è stato al centro del convegno “The IRST – AUSL strategy to fight the cancer”, tenutosi giovedì 21 aprile al Teatro “Dragoni” di Meldola.

Percorsa dal costante commosso ricordo del Professor Amadori in quello che, non a caso, sarebbe stato il giorno del suo compleanno, l’iniziativa ha visto la presenza di importanti esponenti del mondo della sanità nazionale, regionale e locale, autorità e amministratori di tutto il territorio, ed è stata soprattutto occasione per lanciare un importante evento medico-scientifico dedicato all’oncologia, alla ricerca e alle reti di cura, in programma dal 20 al 22 settembre prossimi all’Auditorium del San Giacomo di Forlì.

Renato Balduzzi (Presidente Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori IRST “Dino Amadori” IRCCS): “Si dice che nessuno sia profeta in patria. Dino Amadori è un’eccezione. Perché? Perché è stato anzitutto un uomo di pace, un uomo generoso sempre vicino a tutti i pazienti indistintamente, per il radicamento in questo territorio, per la capacità di andare oltre le differenti professioni e posizioni, la nozione di rete oncologica che lui seppe innovare mettendo insieme ricerca, assistenza, sanità pubblica, apporto del privato sociale e volontariato. Noi oggi facciamo memoria ma una memoria attualizzante perché il suo insegnamento vive in tanti professionisti”.

Tiziano Carradori (Direttore Generale AUSL Romagna): “Mi preme sottolineare in questo luogo, quello che fu di inaugurazione dell’IRST, una delle caratteristiche di Dino Amadori, che richiamo con due parole: caparbietà e amore. Caparbietà e amore da tener bene a mente soprattutto quando si parla di integrazione. Se, infatti, troppo spesso diciamo “noi” e pensiamo “io”, in un gioco di retorica vuota, oggi invece raccontiamo una nuova pagina di una storia che ci ha portato prima all’IRST, poi al riconoscimento in IRCCS; una storia che ci chiama a fare un salto ulteriore in quella prospettiva visionaria che ha attenzione centrale per le persone che vivono la malattia oncologica. Ci chiama a forzare i confini. Qualche passaggio è stato raggiunto: abbiamo superato la diffidenza tra assistenza e IRST, siamo entrati nell’ambito della fiducia. Una conquista non scontata ma da rinnovare. Abbiamo poi approvato la costituzione del CCCRN come obiettivo condiviso da oltre 70 comuni e un Programma oncologico che mette in rete tutte le risorse dell’AUSL Romagna, dell’IRCCS, del provato sociale. La burocrazia non ci aiuta, la strada non è in discesa ma è tracciata e ci chiama al massimo impegno”.

Raffaele Donini (Assessore alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna): “Il miglior modo per onorare un’eredità bellissima e pesantissima che è quella del Prof. Dino Amadori. Accolgo quello che è un messaggio diretto alle istituzioni, di accompagnare lo sviluppo delle reti che qui in Romagna, tra AUSL Romagna e IRST, è stata attivata prima che la Regione arrivasse ad adottare una specifica delibera, che faremo entro l’estate. Perché questa logica, questo metodo e questa modalità di confronto sui temi tenendo sempre al centro il paziente, vogliamo interpretarla come Regione estendendola a tutto il territorio: la rete oncologica deve unire tutte le strutture dell’Emilia-Romagna. Dobbiamo unire noi per poi unirci agli altri, per aprirci al mondo. L’obiettivo è quello di un forte coordinamento tra le aziende sanitarie e ospedaliere, gli Irccs e garantire un approccio multidisciplinare, il più possibile di prossimità. Abbiamo investito risorse in un periodo difficile, quasi triplicato gli stanziamenti per le reti oncologiche in tre anni perché siamo consapevoli che, in questo campo, non sia ammessa nessuna reticenza, nessun passo indietro. Abbiamo la possibilità di utilizzare i fondi del PNRR, che non sarà la panacea, ma potrà accelerare i progetti lungo le giuste direzioni come quella che AUSL e IRST stanno percorrendo.”