Allarme baby gang a Forlì: il Movimento 5 Stelle accusa il sistema e chiede una rivoluzione del welfare

Il gruppo territoriale punta il dito contro la carenza di organico nei servizi sociali del Comune e propone un cambio radicale di modello socio-economico

La crescita della criminalità tra i giovanissimi, con episodi che coinvolgono minori già a partire dai 10 o 11 anni, è il sintomo evidente di una crisi profonda che attraversa la nostra comunità. Secondo il Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle di Forlì, il fenomeno non è che la conseguenza del fallimento di un modello iperliberista e capitalista, focalizzato sul consumo compulsivo, che finisce per generare isolamento, frustrazione e rabbia tra le fasce più giovani della popolazione. Per contrastare questa deriva, i rappresentanti locali del movimento sostengono che sia urgente abbandonare le vecchie logiche e dare vita a un nuovo paradigma sociale basato sulla giustizia sociale, ambientale, educativa e sanitaria.

La critica del gruppo si sposta poi sulla gestione della macchina amministrativa locale e nazionale, colpevole di non aver investito a sufficienza nelle figure chiave del supporto sociale, come educatori, psicologi, tutor e insegnanti di sostegno. Nello specifico del Comune di Forlì, la denuncia riguarda l'efficienza dei Servizi sociali: l'organico sarebbe ridotto a sole quattro persone, costrette a lavorare esclusivamente su appuntamento in date limitate. Questa carenza di personale, unita a lungaggini burocratiche, impedirebbe di rispondere tempestivamente alle richieste dei cittadini in difficoltà, scaricando di fatto il peso delle emergenze sul mondo del volontariato e sulle associazioni del territorio.

La proposta dei pentastellati prevede quindi un piano di assunzioni stabili di professionisti qualificati, dotati di contratti e retribuzioni dignitosi, per contrastare la dispersione scolastica e prevenire la marginalità prima che sfoci in violenza.