Fonte: Confartigianato Forlì

Più attenzione al potenziale turistico del forlivese

Confartigianato di Forlì sta incontrando tutti i candidati alle prossime amministrative che ne stanno facendo richiesta; tra questi anche numerosi imprenditori associati che hanno deciso di mettersi al servizio della comunità, trasferendo l’esperienza maturata nel mondo produttivo all’arena politica. Tra i temi portati all’attenzione dei candidati la vocazione turistica del territorio forlivese, col suo potenziale ancora inesploso che coniuga l’offerta culturale, le eccellenze enogastronomiche e le bellezze paesaggistiche. La posizione strategica, tra la costa e l’Appennino, consente un’esperienza irripetibile. L’intero territorio vanta una varietà di scenari unica: gode, infatti, di tutti gli elementi per soddisfare il visitatore alla ricerca di luoghi ricchi di cultura, storia, tipicità culinarie e vinicole e persino itinerari legati ai luoghi di culto. Il turismo slow, il cicloturismo, il recupero delle tradizioni sono elementi che meritano una valorizzazione. Per l’associazione forlivese, il rilancio dell’aeroporto Ridolfi è una risorsa non solo per la nostra provincia, ma anche per l’area costiera e i comuni limitrofi, non solo come sfogo per il Marconi, ma soprattutto un tassello importante del sistema di trasporti, integrandolo con il porto di Ravenna e l’interporto di Cesena. “Continuiamo a insistere sulla centralità di una progettazione condivisa, che coinvolga tutti gli enti e le società pubbliche che sono presenti e radicati nel territorio, contemplando anche le associazioni di categoria, portatrici degli interessi della micro e piccola impresa. Per valorizzare il patrimonio è indispensabile partire da una riqualificazione urbana, privilegiando il recupero, al consumo di nuovo territorio, prevedendo, inoltre, la riduzione dell’impatto energetico degli edifici esistenti. Particolare attenzione dovrà essere data ai centri storici, cuore pulsante di ogni comune. Mettere in campo politiche che favoriscano l’insediamento di nuclei familiari da un lato e la nascita di attività di servizio dall’altro, potrebbe ridare vitalità ai centri cittadini, troppo spesso abbandonati e poco attrattivi, anche a causa della percezione di insicurezza che, inevitabilmente, i luoghi poco frequentati trasmettono.”