Foto di repertorio

Il candidado sindaco del centrodestra, Marco Casali ha aperto una riflessione sul futuro dello stadio

“La Tribuna del Manuzzi è un tema importante per Cesena, soprattutto se lo si affronta con lo sguardo rivolto al futuro: lo stadio è una delle tante opere incompiute della città, ma oggi uno stadio per una città moderna non è solo un luogo deputato alle partite di calcio. Ed è proprio questo il punto: a parte la doverosa ricucitura dell’attuale impianto sportivo, a Cesena servirebbe uno stadio nuovo! E conoscendo i tempi che hanno questi interventi, forse sarebbe meglio aprire un dibattito su questo tema, e sulle relative implicazioni urbanistiche, piuttosto di spendere risorse ed energie per la tribuna”. Questa la riflessione di Marco Casali, candidato sindaco del centrodestra.

“Costruire un nuovo stadio può rispondere a tante nuove esigenze, che non sono solo quelle di vedere una partita di pallone – evidenzia Casali – Il nostro stadio, per carità, è adattissimo per questo scopo ma non ha altre possibilità di sviluppo. Inutile negare che la sua collocazione è figlia di scelte urbanistiche miopi, ancora una volta sbagliate e di cui paghiamo le conseguenze. Avremmo dovuto sì ristrutturare, ma in altro luogo. L’esigenza del futuro, inutile negarlo, sarà quella di adeguare il Manuzzi alle nuove esigenze di servizio che tanto sono attrattive per i capitali calcistici: oggi lo stadio è uno dei punti fondamentali attorno a cui girano gli investimenti di questo mondo”.

Le esperienze sono molteplici in questo campo. “Anche con la nuova tribuna lo stadio di Cesena sarebbe un bel campo da gioco, ma poco funzionale alle nuove esigenze per carenza di spazi. Nella vicina Rimini, almeno stando alle carte, c’è una proposta progettuale che pare già più avanzata. Quindi nessuna preclusione sul completamento della Tribuna del Manuzzi, ma attenzione all’analisi costi benefici: chiudere un progetto funzionalmente vecchio potrebbe essere molto più costoso che avviarne uno nuovo ma di più lunga gittata”, conclude Marco Casali.