Riportiamo le valutazioni del Gruppo consiliare Forlì&Co. e del PD a cui replicano l’Assessore Tassinari e la Presidente della Commissione Affidi del Comune di Forlì, Elisabetta Tassinari

La nota di Forlì&Co

“Durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì 13 luglio, quasi cinque mesi dopo la scadenza del mandato concesso alla Commissione sugli affidi, la Presidente Tassinari ha presentato la sue conclusioni. Quella fornita è una relazione totalmente personale, in quanto non è mai stata sottoposta al confronto in seno alla Commissione. A circa un anno dalla decisione della maggioranza di istituire tale organismo, la relazione rappresenta la degna conclusione di una triste vicenda: un ulteriore atto di parte, che ha escluso le minoranze del Consiglio e la Commissione medesima dal fornire il proprio contributo sul lavoro finale, per discutere il quale non è stata organizzata alcuna seduta, salvo inviare sommariamente per email il documento a pochi giorni dal Consiglio comunale in cui si voleva trattarlo.” 

“Le conclusioni della relazione manifestano una prima macroscopica mancanza. Dopo aver scritto nelle premesse che la Commissione affidi è nata per vagliare dieci segnalazioni di presunte irregolarità sull’operato dei Servizi sociali del Comune di Forlì -vicende sulle quali, giova ricordarlo, esisteva già un pronunciamento della magistratura- nelle conclusioni la Presidente “si dimentica” di dar conto delle risultanze dell’analisi e di comunicare alla città che ciò che è emersa è l’assoluta correttezza, professionalità e bravura degli operatori e delle operatrici. Il resto delle conclusioni non fa altro che riprendere pedissequamente le sollecitazioni di carattere generale contenute nella relazione conclusiva della Commissione di indagine sugli affidi istituita dalla Regione Emilia Romagna, relazione che la Lega, il Partito della presidente Tassinari, ha seccamente respinto e sulla quale ha votato contro. Essendo copiate da una relazione scritta per l’intera Regione, le proposte delle conclusioni sono assolutamente generali e generiche, buone per qualsiasi realtà e prive di ogni riferimento ad esigenze o bisogni concreti del nostro territorio.   
L’unica proposta autonoma della Presidente è contenuta nell’ultimo punto delle conclusioni. In paradossale contrasto con il fatto che durante il dibattito consiliare sull’argomento gli esponenti della Lega si sono allineati alle unanimi lodi sull’operato di quei Servizi che pochi mesi fa mettevano pubblicamente in discussione-e di ciò farebbero bene a scusarsi-, la Presidente della Commissione ha proposto l’istituzione di una figura professionale con competenze psico-giuridiche, con il compito di “visionare” il lavoro e gli atti procedurali degli operatori. Come a dire: “riconosco e ammetto (a malincuore?) che avete operato correttamente, ma continuo a non fidarmi e quindi metto un sorvegliante che vi controlli”.         
E’ evidente che la proposta é inaccettabile, perché significherebbe continuare a delegittimare l’operato dei Servizi, che invece dopo tanti mesi di “gogna” meriterebbero solo il pubblico apprezzamento. La figura di un “guardiano” mortifica il ruolo e la professionalità degli operatori, oltre ad essere discutibile giuridicamente, visto che la responsabilità di valutare le singole vicende spetta ai dirigenti del Comune e al Tribunale dei minori. Irricevibile è anche il giudizio negativo, sempre contenuto nella relazione della Presidente, sul comportamento delle opposizioni. Il consigliere Calderoni ha dato conto delle sforzo del nostro gruppo per fornire un contributo utile e positivo pur all’interno di un Organismo sulla cui istituzione e funzionamento abbiamo espresso molti dubbi e perplessità.” 

“Nella sostanza si conferma che la Commissione affidi è stata voluta e portata avanti dalla Lega, e subita passivamente dal resto della maggioranza, al fine di strumentalizzare anche a Forlì il cosiddetto Caso Bibbiano, alla caccia di voti per le elezioni regionali. A tal proposito sottolineiamo con dispiacere il fatto che la relazione della Presidente sia apparsa sulle pagine dei giornali prima della discussione in Consiglio, sotto forma di un lungo comunicato sottoscritto, in maniera del tutto irrituale, anche dall’Assessora Tassinari. Lascia perplessi che quest’ultima, silente per gli undici mesi durante i quali i Servizi affidati alla sua responsabilità sono stati vittime di una ingiusta bufera mediatica, sia improvvisamente comparsa per apporre il pubblico imprimatur su una relazione personale, di parte, generica e lacunosa.”      

“Tornando alla Commissione, non si può che censurare un metodo di lavoro improntato sulla propaganda politica e sul tentativo di mettere in cattiva luce chi si impegna quotidianamente a svolgere al meglio la propria delicata attività per il bene della nostra collettività.
A posteriori risalta ancor più la validità della proposta che avevamo avanzato fin dal luglio scorso: invece di creare una Commissione di indagine, delegare alla III Commissione consiliare il compito di effettuare una ricognizione generale sul funzionamento dei Servizi allo scopo di mettere in evidenza eventuali criticità e problematiche ai fini di un miglioramento delle prestazioni. Così facendo si sarebbero potute risparmiare risorse della collettività, evitare strumentalizzazioni politiche e  arrivare, in tempi molto più rapidi degli undici mesi trascorsi, a mettere nero su bianco proposte reali di potenziamento del sistema, condivise e calate sul nostro territorio. Ma evidentemente non era questo l’interesse delle forze politiche di maggioranza.”

La replica dell’Assessore Tassinari e della Presidente Tassinari

“Parlare di tempo perso e di liste della spesa è un’offesa non soltanto per chi opera all’interno dei servizi sociali di questo Comune, ma anche un affronto a quelle famiglie del forlivese che ‘convivono’ con casi di minori affidati”.

Non si è fatta attendere la replica congiunta dell’Assessore al welfare Rosaria Tassinari ed Elisabetta Tassinari, Presidente della Commissione Affidi del Comune di Forlì, alle accuse lanciate dai capigruppo di Pd e Forlì & Co.

“Tutto ci saremmo aspettate dalla minoranza fuorché un’indegna e sterile polemica sul conto delle spese sostenute dalla commissione di indagine, sul numero delle sedute effettuate e sull’assenza di anomalie nel sistema degli affidi. Come se il loro intento fosse quello di polemizzare sull’assenza di scandali nel nostro Comune, piuttosto che gioirne e dirsi soddisfatti di un risultato che fa bene alla città. Il nostro pensiero è differente, alla pari delle intenzioni. La vera sconfitta l’hanno ‘contratta’ coloro che non hanno partecipato alla commissione o che l’hanno fatto controvoglia, animati dal pregiudizio che il risultato finale dovesse essere un altro. Il controllo sul metodo di lavoro e sulla regolarità del meccanismo affidatario non solo si dimostra legittimo a prescindere dal riscontro di comprovate anomalie, ma si rende necessario laddove emergano segnalazioni di ipotetiche disfunzioni. Fare finta di niente, ragionare come se gli orrori di Bibbiano non fossero esistiti avrebbe significato soffocare il diritto, che è anche un dovere, di dare voce ai servizi sociali di questo Comune e a quello che rappresenta il loro lavoro”.

“La Commissione di Indagine e studio sulla rete dei servizi per i minori ha lavorato seriamente, come metodo e giudizio, dimostrando grande rispetto, disponibilità e considerazione per tutti gli attori coinvolti nella vicenda, sia sotto il profilo umano che professionale” – concludono – “non respingiamo le critiche in sé per sè, che in un contesto di collaborazione per il perseguimento del bene comune non possono che rivelarsi costruttive, ma la loro infondatezza e lo spirito distruttivo con cui sono state avanzate. Maggioranza e minoranza dovrebbero agire nell’interesse del bene comune e non polemizzare solo per il gusto di farlo. Spiace constatare ancora una volta che i consiglieri del Pd e quelli di Forlì & co la pensino diversamente”.