
La regione si conferma leader nazionale nel settore con 5,8 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2026 e un valore della produzione agricola a quota 6,36 miliardi. Trainano la zootecnia e le eccellenze Dop e Igp
Il settore agroalimentare emiliano-romagnolo continua a correre e conquista il primato nazionale. Secondo quanto emerso dal Rapporto agroalimentare 2025, presentato a Bologna dalla Regione in collaborazione con Unioncamere, il comparto chiude l’anno precedente con una produzione agricola a quota 6,36 miliardi di euro, in crescita del 4,5%, e un export che ha superato gli 11,5 miliardi (+9,7%). Una tendenza trionfante confermata anche dai dati aggiornati al primo semestre del 2026, periodo in cui la regione ha toccato i 5,8 miliardi di esportazioni, conquistando la vetta della classifica italiana con una quota del 16,3% sul totale nazionale e superando Lombardia e Piemonte.
A spingere verso l’alto i risultati economici è stata soprattutto la zootecnia, balzata del 16,8% a quota 3,5 miliardi di euro grazie all’andamento dei prezzi e al successo del latte vaccino e dei formaggi Dop. A proposito di eccellenze certificate, le 46 produzioni regionali Dop e Igp generano complessivamente quasi 4 miliardi di euro, rappresentando da sole il 37% dell’intero valore nazionale del comparto alimentare tutelato. Nel frattempo, l’industria alimentare e delle bevande ha segnato un incremento dell’1,4%, potendo contare su oltre 4.400 imprese attive sul territorio.
Non mancano tuttavia le sfide, a cominciare dagli impatti del cambiamento climatico e delle criticità fitosanitarie che hanno frenato le produzioni vegetali, scese a 2,7 miliardi di euro (-7,7%). Sul fronte occupazionale, dopo una flessione registrata nel 2025, i dati al 30 giugno 2026 evidenziano un’inversione di tendenza con oltre 148 mila addetti nell’agroalimentare in senso stretto. Se si guarda alla filiera allargata, i numeri assumono una rilevanza ancora maggiore: quasi 395 mila lavoratori e un valore aggiunto che sfiora i 24,8 miliardi di euro, pari al 13,2% del totale regionale.
Di fronte a uno scenario internazionale complesso, segnato dall’instabilità dei mercati e da emergenze climatiche e sanitarie, il sistema produttivo ha dimostrato una straordinaria capacità di resilienza. Come sottolineato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, la crescita della produzione e dell’export testimonia l’abilità delle imprese di investire, innovare e competere. Dietro a questi traguardi c’è il lavoro quotidiano di agricoltori, cooperative e Consorzi di tutela, pilastri fondamentali dell’economia locale. Lo stesso assessore ha ribadito l’impegno istituzionale per tutelare il reddito agricolo, sostenere la qualità e difendere una Politica agricola comune forte e adeguatamente finanziata. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Valerio Veronesi, che ha definito il comparto un settore anticiclico e un pilastro fondante, capace di generare oltre 10,4 miliardi di valore aggiunto e di proiettare le eccellenze del territorio sui mercati di tutto il mondo.










