
L’esperta cesenate Francesca Amadori interviene a Roma con la ministra Roccella per rilanciare la leadership femminile nei vertici aziendali
I consigli di amministrazione devono farsi carico della diversità di genere, trasformandola in uno strumento chiave di crescita, competitività e innovazione per il sistema economico. Durante il convegno “Donne, Business, Leadership”, promosso a Roma da AIDDA Lazio e Cuiprodest all’Hotel Sina Bernini Bristol con l’apertura della ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella, il dibattito si è concentrato sulle barriere che ancora frenano il percorso delle professioniste verso le posizioni apicali, in un contesto segnato dalle transizioni digitale ed ecologica.
Tra le voci del confronto è emersa quella di Francesca Amadori, consulente di comunicazione corporate con un lungo percorso professionale costruito tra Ikea, il Gruppo Amadori e la presidenza di Romagna Iniziative. Richiamando l’esperienza del programma executive InTheBoardroom e i dati di Valore D, la professionista ha evidenziato come la presenza femminile ai vertici superi la sola dimensione etica per diventare un fattore strategico di attrattività dei talenti e reputazione aziendale.
Per l’esperta occorre superare il semplice adempimento formale delle norme: “Le imprese devono inserire obiettivi concreti di inclusione nei piani industriali, collocando le donne in posizioni di vertice e non soltanto in ruoli marginali o di staff. Il cambiamento non avviene da solo: richiede una strategia precisa e di lungo periodo”.
Un impegno che passa anche dall’adozione di misure reali per il work-life balance, al di là delle semplici certificazioni, con un focus particolare sul tessuto delle piccole e medie imprese. Guardando ai giovani, Amadori ha poi posto l’accento sul divario nelle discipline scientifiche: “Le ragazze ottengono spesso risultati accademici migliori, ma continuano ad avere minori opportunità occupazionali e retributive. Famiglie e scuola hanno una responsabilità decisiva nel liberarle dagli stereotipi”. Tra le buone pratiche del territorio è stato ricordato l’Istituto Agrario di Cesena, che ha recentemente aperto alle studentesse lo storico convitto maschile attivo dal 1882.










