L’estate scalda i consumi di gelato: in Italia è boom per i laboratori artigianali

L'analisi di Confartigianato fotografa un settore trainante nonostante i rincari delle materie prime

La voglia di fresco e di qualità spinge forte sulle vendite dei prodotti alimentari in questa stagione estiva. Tra le preferenze spicca il gelato, un vero e proprio simbolo della produzione agroalimentare nazionale, che fa registrare numeri importanti all'interno di un trend che vede la spesa per il cibo crescere del 2,5% su base annua.

Secondo gli ultimi dati Istat analizzati, le famiglie italiane spendono complessivamente 1.776 milioni di euro per questo alimento. Il mercato deve comunque fare i conti con l'aumento dei costi delle materie prime necessarie a garantire l'alta qualità del prodotto. Nel mese di giugno di quest'anno, prendendo come riferimento la media del 2021, si sono registrati forti incrementi: le uova costano il 43% in più, la frutta il 32%, lo zucchero il 31%, il latte il 25% e la voce cacao e cioccolato segna un +22%.

A livello territoriale, la Lombardia guida la classifica della spesa con 290 milioni di euro. Seguono il Lazio con 185 milioni, la Campania con 176 milioni, la Sicilia con 157 milioni, il Veneto con 143 milioni e l'Emilia-Romagna con 136 milioni.

Per soddisfare questa massiccia domanda, la penisola conta su 9.345 laboratori di gelateria. La caratteristica principale di questa rete è l'altissima incidenza della produzione in proprio: le 6.126 imprese artigiane costituiscono il 65,6% del totale, un valore che è tre volte superiore alla media dell'artigianato nell'intera economia nazionale. Paolo Liverani, responsabile del comparto alimentazione di Confartigianato di Forlì, spiega che i confini delle attività artigianali legate a questo mondo sono in realtà ancora più estesi, poiché comprendono anche le pasticcerie che realizzano specialità con gelato e i laboratori che producono per conto terzi senza vendita diretta al pubblico.

La Lombardia detiene il primato per numero di laboratori con 1.587 unità, pari al 17% del totale italiano. Alle sue spalle si posizionano il Veneto con 1.094 attività, l'Emilia-Romagna con 1.053 e il Lazio con 997. Guardando specificamente al peso delle imprese artigiane sul totale dei laboratori, il Veneto tocca la percentuale più alta con il 76,5% (836 imprese), seguito dall'Emilia-Romagna con il 71,8% (756 imprese).

Paolo Liverani di Confartigianato di Forlì sottolinea infine come questo alimento sia ormai riuscito a superare il vincolo della stagionalità, comparendo sulle tavole durante tutto l'anno. Nonostante il continuo rinnovo dei gusti e l'attenzione alle nuove esigenze alimentari dei consumatori, la formula del successo resta legata alla semplicità e alla naturalezza della ricetta artigianale.