Vertenza Electrolux, la protesta frena il piano dell’azienda: si apre una tregua di 50 giorni

Al tavolo del Ministero il Governo schiera il no al progetto di ridimensionamento dello stabilimento di Forlì

Il futuro dello stabilimento Electrolux di Forlì entra in una fase cruciale dopo l'importante svolta arrivata dal tavolo romano. La mobilitazione del personale e il pressing delle sigle sindacali, supportati dalle istituzioni, hanno costretto a congelare temporaneamente il pesante piano di ridimensionamento della multinazionale. Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata infatti concordata una finestra di confronto di circa cinquanta giorni, un periodo di tempo che dovrà essere sfruttato per elaborare soluzioni alternative rispetto ai tagli inizialmente previsti.

Durante il vertice nella capitale, la posizione dell'esecutivo si è allineata a quella dei rappresentanti dei lavoratori. Il Ministro Adolfo Urso ha definito irricevibile la proposta del gruppo industriale, chiedendo l'avvio immediato di un percorso condiviso con i sindacati per ridisegnare le prospettive del sito produttivo.

Per le sigle sindacali territoriali e nazionali, rappresentate da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Cgil Forlì Cesena, Cisl Romagna e Uil Forlì, questo step dimostra la validità delle ragioni portate avanti nelle ultime settimane. I rappresentanti dei lavoratori precisano però che non si tratta di una vittoria definitiva. La richiesta principale rimane infatti il ritiro totale del piano e la definizione di un progetto industriale che metta al sicuro gli investimenti e la capacità produttiva.

La posta in gioco per il territorio forlivese è altissima. La fabbrica di via Bologna a Forlì rappresenta un polo d'eccellenza a livello europeo per la realizzazione di piani cottura. Un eventuale depotenziamento della struttura rischierebbe di cancellare oltre quattrocento posti di lavoro, calcolando sia i dipendenti diretti sia l'indotto locale, provocando una profonda crisi economica e sociale in tutta la zona.

La tensione e l'attenzione dei dipendenti sono rimaste alte per tutta la durata del vertice ministeriale. In contemporanea con l'incontro a Roma, davanti ai cancelli della sede forlivese di via Bologna si è svolto un partecipato presidio unitario per ribadire il no ai tagli. I prossimi cinquanta giorni saranno determinanti per le sorti della fabbrica, e i sindacati hanno già annunciato che lo stato di mobilitazione non verrà revocato fino a quando non ci saranno certezze sul mantenimento di tutti i livelli occupazionali.