
Un innovativo progetto di economia circolare trasforma i tessuti ospedalieri dismessi in strumenti terapeutici per gli ospiti della struttura Orsi Mangelli
FORLÌ, 13 GIUGNO 2026 – Un filo invisibile e solidale unisce il lavoro quotidiano nelle corsie d’ospedale al benessere delle persone più vulnerabili, passando attraverso il riciclo creativo. Ha preso ufficialmente il via nel territorio forlivese l’iniziativa denominata Abbracci di Stoffa, un percorso virtuoso capace di coniugare il rispetto per l’ambiente alla solidarietà e all’assistenza sociosanitaria. Al centro del progetto c’è il recupero dei camici e delle divise sanitarie non più idonei all’uso clinico, che anziché essere smaltiti come rifiuti vengono rigenerati per dare vita a speciali pupazzi con finalità terapeutiche.
L’idea nasce da una sinergia che vede coinvolte diverse realtà professionali e sociali del territorio. I capi di abbigliamento dismessi vengono messi a disposizione da Linea Sterile, azienda con sede a Gatteo specializzata nei servizi tessili integrati per le strutture sanitarie. Prima di cambiare forma, ogni singolo tessuto viene sottoposto a rigidi processi di selezione e sanificazione. Successivamente, la materia prima passa nelle mani degli operatori della Cooperativa Sociale Treottouno, una realtà che da oltre trentacinque anni si occupa dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità o in condizioni di svantaggio sociale. All’interno del laboratorio 381 Lab, i vecchi camici si trasformano così in una collezione di oggetti morbidi, sicuri e interamente lavabili.
Ogni manufatto presenta una caratteristica cicatrice ricamata a mano, un dettaglio simbolico inserito per richiamare i concetti di resilienza, cura e guarigione. I primi esemplari completati sono già stati consegnati e sono operativi presso la Struttura Orsi Mangelli di Forlì, grazie al coordinamento del Consorzio Archimede. L’obiettivo primario è quello di fornire un supporto emotivo e affettivo agli anziani e agli ospiti affetti da fragilità cognitive o demenze senili.
L’intervento assistenziale si ispira ai principi scientifici della Doll Therapy, la terapia della bambola, una metodologia non farmacologica ampiamente applicata nel contrasto alle patologie come l’Alzheimer. L’interazione con questi oggetti stimola la sfera relazionale e l’istinto di accudimento, riducendo in modo significativo gli stati di ansia, l’agitazione e i disturbi del comportamento, offrendo al contempo una profonda sensazione di sicurezza e contenimento emotivo.
Il progetto dimostra nei fatti come i modelli di economia circolare possano tradursi in benefici diretti per la comunità. Come sottolineato dai promotori dell’iniziativa, i materiali tessili riacquistano una nuova utilità e il lavoro si trasforma in uno strumento di inclusione sociale, permettendo alla memoria dei gesti di cura originari di prolungarsi nel tempo per generare nuove relazioni e benessere.
Per avere maggiori dettagli sulle attività di inclusione, sulle metodologie terapeutiche applicate o per contattare i laboratori artigianali, è possibile fare riferimento direttamente alla sede della Cooperativa Sociale Treottouno di Forlì, che ha coordinato la produzione insieme a Linea Sterile, al Consorzio Archimede e ai responsabili della Struttura Orsi Mangelli.









