Patrizia Li Bergolis

Innovazione, formazione, specializzazione e lotta all’abusivismo sono le sfide attuali di un settore in buona salute con oltre 320 imprese attive nel territorio provinciale

Come rivelano le indagini condotte dall’ufficio studi di CNA Nazionale, il settore dell’estetica continua a registrare una domandasolida pur nel quadro di generale incertezza che ha caratterizzato gli ultimi anni l’intera economia. Nella provincia di Forlì-Cesena sono attive oltre 320 imprese di estetica, a cui si aggiungono numerose figure che esercitano attività di onicotecnica (non configurabili nella legge1/90 che regola l’attività di estetica) e centri spa. Con una dimensione ridotta (2,1 addetti per impresa), al netto della contrazione corrispondente al periodo della pandemia, nell’ultimo decennio queste imprese hanno conosciuto uno sviluppo superiore rispetto a quello dell’intero sistema produttivo nazionale in termini dioccupazione e fatturato.Nota dolente è ancora il tasso di irregolarità/abusivismo che nel settore del beauty risulta essere del 27,6%, rispetto alla media nazionale del 14,4%.

“Sono onorata di assumere la rappresentanza di un settore così vivace e al centro di numerosi cambiamenti rispetto ai quali gli operatori sentono la necessità di formarsi e aggiornarsi costantemente – afferma la neoeletta Patrizia Li Bergolis – CNA ha sempre rivolto molta attenzione alle esigenze di un mestiere che contribuisce in modo significativo al benessere della persona e che richiede competenze specifiche e verticali, flessibilità organizzativa, capacità di innovare in trattamenti e tecnologie”.

La necessità di un continuo aggiornamento si intreccia al crescente fabbisogno di professionalità e differenziazione degli operatori su tutte le principali tematiche di interesse per il settore: per una estetista, infatti, è sempre più importante saper unire competenze dermatologiche, manuali, cosmetologiche, tecnologiche e di marketing con conoscenze commerciali relative all’organizzazione dell’attività d’impresa. Se l’introduzione di nuovi macchinari e tecniche stanno modificando l’organizzazione e il modello di business dei centri estetici, il ricorso a nuovi approcci formativi potrà fare la differenza e offrire opportunità di crescita in attesa che a livello legislativo si arrivi a riformare la legge di settore n. 1 del 1990, ormai obsoleta e inadeguata a sostenere le istanze di questo mondo, soprattutto sul versante della formazione.

“Per gli operatori estetici è fondamentale continuare a studiare per consolidare la propria attività e aprirsi al cambiamento, garantendo il diritto delle persone a ricevere servizi di alto livello e sicuri sotto il profilo sanitario” – commenta la Li Bergolis.

Patrizia Lucia Li Bergolis è la nuova presidente portavoce del settore Estetica di CNA Benessere e Sanità Forlì-Cesena. Dopo l’apertura di un primo centro estetico a Cesena nel 2013, a cui è seguita quella di un salone di acconciature nel 2016 e di un successivo centro estetico, Patrizia ha continuato a sviluppare negli anni la propria attività in un settore da sempre molto dinamico e in continua evoluzione.

Come rivelano le indagini condotte dall’ufficio studi di CNA Nazionale, il settore dell’estetica continua a registrare una domandasolida pur nel quadro di generale incertezza che ha caratterizzato gli ultimi anni l’intera economia. Nella provincia di Forlì-Cesena sono attive oltre 320 imprese di estetica, a cui si aggiungono numerose figure che esercitano attività di onicotecnica (non configurabili nella legge1/90 che regola l’attività di estetica) e centri spa. Con una dimensione ridotta (2,1 addetti per impresa), al netto della contrazione corrispondente al periodo della pandemia, nell’ultimo decennio queste imprese hanno conosciuto uno sviluppo superiore rispetto a quello dell’intero sistema produttivo nazionale in termini dioccupazione e fatturato.Nota dolente è ancora il tasso di irregolarità/abusivismo che nel settore del beauty risulta essere del 27,6%, rispetto alla media nazionale del 14,4%.

“Sono onorata di assumere la rappresentanza di un settore così vivace e al centro di numerosi cambiamenti rispetto ai quali gli operatori sentono la necessità di formarsi e aggiornarsi costantemente – afferma la neoeletta Patrizia Li Bergolis – CNA ha sempre rivolto molta attenzione alle esigenze di un mestiere che contribuisce in modo significativo al benessere della persona e che richiede competenze specifiche e verticali, flessibilità organizzativa, capacità di innovare in trattamenti e tecnologie”.

La necessità di un continuo aggiornamento si intreccia al crescente fabbisogno di professionalità e differenziazione degli operatori su tutte le principali tematiche di interesse per il settore: per una estetista, infatti, è sempre più importante saper unire competenze dermatologiche, manuali, cosmetologiche, tecnologiche e di marketing con conoscenze commerciali relative all’organizzazione dell’attività d’impresa. Se l’introduzione di nuovi macchinari e tecniche stanno modificando l’organizzazione e il modello di business dei centri estetici, il ricorso a nuovi approcci formativi potrà fare la differenza e offrire opportunità di crescita in attesa che a livello legislativo si arrivi a riformare la legge di settore n. 1 del 1990, ormai obsoleta e inadeguata a sostenere le istanze di questo mondo, soprattutto sul versante della formazione.

“Per gli operatori estetici è fondamentale continuare a studiare per consolidare la propria attività e aprirsi al cambiamento, garantendo il diritto delle persone a ricevere servizi di alto livello e sicuri sotto il profilo sanitario” – commenta la Li Bergolis.