Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi

Le due associazioni sono al lavoro per favorire la realizzazione di progetti di ricerca che garantiscano la tracciabilità e la purezza del seme aumentando la qualità e la produttività dei raccolti

“Chi aveva già iniziato le operazioni per il primo taglio è stato costretto a fermarsi per le insistenti piogge che hanno caratterizzato quest’ultimo periodo, e non potendo asciugare al sole l’erba medica raccolta ha dovuto ricorrere all’aiuto degli impianti di essiccazione che non hanno mancato di dare il loro supporto ai produttori”.

Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, delinea i contorni di questo inizio di campagna ancora ai nastri di partenza, caratterizzata anche da un mercato che lui stesso definisce “non entusiasmante”, complice una serie di motivi che non riguardano solo il nostro Paese e solo l’erba medica, bensì tutte le piazze internazionali e gran parte delle colture.

“AIFE/Filiera Italiana Foraggi sta lavorando per incentivare la promozione del nostro prodotto essiccato e disidratato – spiega Severi – e in quest’ottica sta portando avanti una collaborazione con Assosementi perché la qualità di una coltura, e dell’erba medica in particolare, non può che partire dal seme. Stiamo infatti lavorando insieme a un protocollo che attraverso la geolocalizzazione ne possa garantire la tracciabilità e la purezza con l’obiettivo di migliorarne la qualità aumentando al contempo la produzione. In questo contesto la ricerca sul miglioramento genetico della pianta è molto importante, ma sarebbe inutile se rimanesse fine a se stessa. È invece fondamentale darle seguito con una serie di iniziative che, come ho detto prima, garantiscano la tracciabilità, la purezza e la qualità del raccolto. L’andamento del mercato al momento non è particolarmente incoraggiante contrariamente a quanto registravamo solo un anno fa – conclude Severi – stiamo vivendo una situazione globale estremamente volubile e le dinamiche geopolitiche internazionali condizionano senza alcun dubbio i mercati delle commodity. AIFE/Filiera Italiana Foraggi è da tempo impegnata nella promozione del foraggio essiccato e disidratato italiano, anche su nuovi mercati, al fine di aumentarne la domanda e il consumo in considerazione delle sue notevoli proprietà nutritive”.

“Fino a 25 anni fa la ricerca sul miglioramento genetico dell’erba medica, in Italia, era ai massimi livelli. Poi abbiamo assistito a un progressivo abbandono e da esportatori di genetica siamo diventati importatori”. Così Eugenio Tassinari, presidente di Assosementi, a corollario delle dichiarazioni di Riccardo Severi. “Il protocollo che stiamo elaborando con AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha come obiettivo una necessaria inversione di tendenza in grado di riportare l’erba medica al ruolo di protagonista che merita per le sue intrinseche caratteristiche: è una pianta azotofissatrice e per questo non richiede un importante utilizzo di fertilizzanti che si traduce in un minor impatto ambientale, risponde pienamente a quanto prevedono gli Ecoschemi introdotti dalla Pac in materia di rotazioni colturali e grazie alla sua durata produttiva, 4-5 anni, il terreno dove si produce non deve essere lavorato ogni anno. Tutti aspetti fondamentali se si vuole davvero parlare di sostenibilità”, conclude Eugenio Tassinari.