(foto di repertorio)

“L’emergenza abitativa a Cesena parte da un progetto molto chiaro: quello della rigenerazione urbana”. Parola di Marco Giangrandi, candidato sindaco della coalizione formata da Cesena Siamo Noi, Cambiamo e Italia Viva

“L’accesso alla casa – spiega Giangrandi – per molti cittadini è diventato un lusso. Nella nostra città, infatti, sono troppi i gIovani, gli anziani e le famiglie che non possono permettersi i prezzi astronomici delle locazioni. E’ un problema grave ed urgente di fronte al quale la politica non può fare spallucce. Il caso del quartiere Novello, in tal senso, più che tracciare una rotta, ci ha indicato che strada evitare, ovvero quella del progetto esclusivo che, in caso di criticità, non prevede alternative. In un settore tradizionalmente critico come quello dell’edilizia, invece, le problematiche sono sempre all’ordine del giorno e dunque, in caso di ritardi o paralisi dei lavori (come nel caso del Novello) l’ente pubblico non può subire passivamente lo stato delle cose, ma ha il dovere di presentare alla collettività un piano B”.  

Quali dunque le soluzioni? “Sono convinto – spiega Giangrandi – che, laddove è possibile, sia sempre meglio utilizzare l’esistente. Il concetto di rigenerazione, infatti, soddisfa l’esigenza ambientale e riduce il consumo di suolo”. Per questo il candidato sindaco rilancia con forza il progetto “ristrutturiamoci”, che prevede che il patrimonio immobiliare sfitto vada reso nuovamente fruibile: “Prima dell’inizio di questa sindacatura – aggiunge – avevamo a Cesena circa 4000 immobili sfitti. E gli stessi sono rimasti cinque anni dopo. Possiamo e dobbiamo renderli abitabili, ponendoci almeno l’obiettivo del 10% (400 alloggi). Per fare questo, però, oltre ad individuare fabbricati e comparti artigianali e industriali attualmente dismessi, è necessario che l’Amministrazione offra nuove garanzie dirette a tutela dei proprietari e, quando l’affitto é troppo elevato, fornisca leve a sostegno degli affittuari. L’obiettivo è avviare un confronto serrato con i proprietari e favorire un sistema che preveda la sistemazione di quegli alloggi che richiedono interventi di adeguamento a carico dell’Amministrazione con la possibilità di gestirli insieme per un periodo di tempo. Per altro, facendo piccoli interventi di ristrutturazione diffusa, c’é la possibilità, attraverso appalti di rete, di affidarsi alle imprese locali e quindi creare preziose ricadute economiche sul territorio”. 

Non si tratta di un progetto disarticolato dalla realtà, perché la Regione Emilia Romagna ha siglato un ‘patto per la casa’ proprio per sollecitare i territori delle unioni comunali a dotarsi di Agenzie per la Casa in grado di introdurre questi strumenti. Secondo Giangrandi, nel nostro territorio, “il ruolo di Agenzia per la Casa può essere rivestito dalla Fondazione per l’affitto, partecipata dal Comune, che ha una solida esperienza nel settore e che potrebbe diventare un’efficace consolle gestionale fornendo tutte le garanzie nel pagamento dei canoni e l’eventuale reintegro degli alloggi mal tenuti”.

“L’emergenza abitativa – prosegue Giangrandi – va calcolata sia per l’edilizia popolare che a Cesena ha una progettazione troppo risicata a fronte di circa 800 richieste, sia per l’edilizia sociale dedicata al ceto medio che non può sempre permettersi gli affitti attuali e dunque necessita di canoni calmierati”. Ma se da un lato Cesena deve essere sempre più accogliente, per Giangrandi, è anche necessario renderla attrattiva per chi decide di viverci: “Le imprese – spiega il candidato sindaco – per poter crescere hanno bisogno di stabilità nei rapporti di lavoro. Perché il turn-over del personale, se eccessivo, rischia di generare inefficienze. Per questo, anche in sintonia con il nostro progetto del ‘Distretto della felicità’, avvieremo un confronto con le aziende per individuare gli strumenti da utilizzare, da un lato, per ridurre il problema dell’avvicendamento frenetico del personale e, dall’altro, per garantire una casa e quindi la possibilità di avere una dimora fissa e creare relazioni e affetti stabili”.

Ma se da un lato Cesena deve essere sempre più accogliente, per Giangrandi, è anche necessario renderla attrattiva per chi decide di viverci: “Le imprese – spiega il candidato sindaco – per poter crescere hanno bisogno di stabilità nei rapporti di lavoro. Perché il turn-over del personale, se eccessivo, rischia di generare inefficienze. Per questo, anche in sintonia con il nostro progetto del ‘Distretto della felicità’, avvieremo un confronto con le aziende per individuare gli strumenti da utilizzare, da un lato, per ridurre il problema dell’avvicendamento frenetico del personale e, dall’altro, per garantire una casa e quindi la possibilità di avere una dimora fissa e creare relazioni e affetti stabili”.