Maurizio Rustignoli presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna

Rustignoli: ”Rimini sbaglia a indire gare senza conoscere i parametri”

Un passo troppo affrettato. Così  Maurizio Rustignoli – titolare di stabilimenti balneari a Punta Marina Terme, già presidente nazionale Fiba Confesercenti e  presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna – boccia l’impegno assunto dal Comune di Rimini di fare una delibera che metterà a gare le spiagge a partire dall’1 gennaio 2025. Ma sulla base di cosa si può fare una delibera di messa a gara di una concessione visto che mancano i criteri per fare la gara? L’unico risultato sarà quello di avviare una serie infinita di contenziosi”.

La strada del Comune di Ravenna sarebbe, invece, un’altra. “L’idea che avanza – spiega Rustignoli al Carlino Ravenna –  è quella di differire al 31 dicembre 2024 la validità delle concessioni in essere e realizzare, contemporaneamente, una sorta di ricognizione sulle concessioni esistenti per capire a cosa corrisponda esattamente quella concessione. Per esempio, verificare che tutto sia in regola dal punto di vista urbanistico. Una strada interlocutoria scelta anche da altri Comuni come Comacchio e Cesenatico che si attengono a quel che dice la normativa nazionale”.

Ad ogni modo, le rappresentanze del sistema balneare emiliano-romagnolo (Cna Balneari, Confartigianato Imprese Demaniali, Fiba-Confesercenti, Oasi, Sib-Confcommercio) accolgono “con soddisfazione” la decisione unanime dei Comuni lungo la costa emiliano-romagnola di estendere i permessi delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024, come previsto dalla legge 118/2022.

Ora il problema oggettivo è dato dalla mancanza di linee guida ufficiali seguendo le quali i Comuni dovrebbero muoversi già dall’1 gennaio prossimo. “E infatti – spiega ancora Rustignoli – fare le gare senza conoscere i criteri i quali attenersi non ha senso e apre la strada  a contenziosi. Del resto il bene messo a gara è di proprietà dello Stato e può essere solo lo Stato a stabilire i criteri della gara. La verità è che il governo è latitante e spetta a lui stabilire i criteri secondo i quali cedere quei beni in uso ai privati”.

Da parte sua Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, ribalta le responsabilità sulle spalle del governo. “Una situazione assurda, di cui il responsabile è uno solo: il Governo” e parla di “un disastro annunciato che colpisce duramente lavoratori e imprese balneari”. La proposta della Regione Emilia-Romagna è quella di dare “un giusto riconoscimento del valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e della professionalità degli operatori che hanno gestito finora il bene demaniale. Tutti elementi, questi, che dovranno essere considerati tra i criteri di valutazione dei nuovi bandi di gara, insieme agli standard qualitativi dei servizi e alla sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti”.