Lo scalo di Rimini. E' polemica sulla coesistenza dei due aeroporti

Ma il presidente di Confindustria Romagna frena:  “serve una strategia regionale”

Due aeroporti in Romagna servono o no? Anche dentro Confindustria Romagna ci sono visioni diverse. Prima il duro l’intervento di Pierluigi Alessandri: il fratello di Nerio (il patron di Technogym) che ha la delega all’internazionalizzazione per Confindustria Romagna e, nel corso della Conferenza stampa di fine anno nei giorni scorsi, ha criticato aspramente gli scali di Forlì e Rimini. “Il livello di accoglienza dei nostri aeroporti – ha detto – è semplicemente vergognoso. Sono strutture che non hanno alcuna ragione di esistere. Non sono efficienti e in più rappresentano un pessimo biglietto da visita. Ognuno può buttare i soldi dove crede ma è tutto un territorio che ne subisce le conseguenze. Vi immaginate cosa possano pensare i visitatori che scendono a Forlì o a Rimini e la prima cosa che vedono è l’erba alta e l’area intorno lasciata al degrado?”.

La precisazione

Poi è arrivata la precisazione dei vertici di Confindustria. “L’associazione è grata agli imprenditori, peraltro associati con le loro imprese, per gli investimenti che hanno compiuto su due strutture aeroportuali che rappresentano asset importanti per la Romagna”, spiegano gli Industriali. Che assicurano collaborazione con gli enti locali.  “Continueremo a lavorare con la Regione – afferma il presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi – per un tavolo comune in cui impostare una strategia che coinvolga tutte le province, rispettando le specializzazioni di ogni scalo. Avere due aeroporti in Romagna è testimonianza di vitalità e dinamismo industriale, e faremo di tutto per creare le sinergie ad ogni livello”.

La possibile collaborazione

Si tratta di infrastrutture, spiega il vicepresidente delegato alle infrastrutture e agli aeroporti, Alessandro Pesaresi, che, come riporta Il Resto del Carlino,  “ se messe a sistema e coordinate a livello regionale, potranno aiutare il territorio a fare quel salto di qualità nelle connessioni che deve riguardare tutti gli asset viari, alta velocità, strade, porto. Dopo il lavoro iniziato l’estate scorsa sullo scalo riminese, intendiamo facilitare e incentivare il dialogo tra gli amministratori delegati dei due aeroporti, con l’obiettivo di una crescita armoniosa ed equilibrata dei due scali. Le premesse ci sono tutte per conseguire l’obiettivo, a partire da capacità imprenditoriali di prim’ordine”. Peraltro il sostegno agli scali romagnoli era già nel Manifesto per la Città Romagna, messo a punto da Confindustria Romagna e altre Associazioni sul finire del 2019. In quel documento si faceva riferimento ad un rilancio del settore: “Società private impegnate con importanti investimenti. Segnale positivo di intraprendenza e di fiducia nelle potenzialità del territorio”. Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti e soprattutto di fare il bilancio di quel che va e quel che non va.