Anche la Cassa di Ravenna tra i finanziatori dell'operazione Sigaro Toscano (foto Shutterstock)

La banca ravennate tra i finanziatori della scalata da 108 milioni della cordata guidata da Luca Cordero di Montezemolo

Anche La Cassa di Ravenna tra i finanziatori dell’operazione Sigato Toscano che vale 108 milioni e riporta la manifattura in mani completamente italiane. Infatti, ritrova un azionariato italiano Manifatture Sigaro Toscano, storica azienda leader nella produzione di sigari made in Italy – negli stabilimenti di Lucca e di Cava de’ Tirreni (Salerno) – che negli ultimi anni era finita nel fallimento del gruppo emiliano Seci della famiglia Maccaferri, titolare del 50,01% del capitale. Il 49,99% era rimasto in mano a un gruppo di investitori formato da Luca di Montezemolo, Piero Gnudi, Aurelio Regina e Francesco Valli, riuniti nella società Leaf BidCo, che adesso ha deciso di scommettere ancora sul sigaro Toscano. Leaf BidCo infatti è salita dal 49,99% al 100% acquisendo anche la quota ex-Seci, passata nel frattempo dal Tribunale di Bologna al fondo americano Apollo Delos.

Il valore dell’operazione, che riporta in Italia un marchio con più di 200 anni di storia e dà stabilità produttiva e finanziaria a Manifatture Sigaro Toscano (Mst), è di 108 milioni di euro tra acquisto delle quote e rinegoziazione del debito. Per far fronte all’acquisizione Leaf BidCo ha sottoscritto un contratto di finanziamento con cinque banche: Mps, Bpm, Bper, Db e Cassa di Ravenna.

L’operazione è stata seguita da Ernst & Young e dallo studio legale Chiomenti. Il consiglio di amministrazione dell’azienda, che si è riunito il 4 dicembre sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, ha nominato Marco Nuzzo, Matteo Tamburini e Francesco Valli al posto dei tre consiglieri indicati dal Tribunale di Bologna. Come amministratore delegato è stato confermato Stefano Mariotti.