Slitta al 2040 l'obbligo di sostituire le caldaie a gas (foto Shutterstock)

La direttiva europea sulle case green concede tempi più lunghi per la revisione degli impianti

Compromesso al ribasso e cancellazione delle misure più stringenti (con vittoria del buon senso, secondo molti) sulle regole energetiche da rispettare per gli edifici. E sebbene ci siano nuovi obiettivi intermedi di risparmio energetico al 2030 e al 2035 con obblighi su pannelli solari e sul riscaldamento da fonti fossili, anche in questo caso è stata fatta qualche concessione agli Stati. Lo stop definitivo alle caldaie alimentate a gas, per esempio, slitta dal 2035 al 2040. Gli eurodeputati e la presidenza di turno del Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo sulla revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Building), la cosiddetta direttiva ‘Case green’. Si punta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di energia nel settore edilizio dell’Ue entro il 2030, per poi renderlo climaticamente neutro entro il 2050.

La norma è stata criticata dal governo e dal centrodestra italiano per i costi che potrebbe comportare per i proprietari di immobili e il testo su cui si è trovato l’accordo è frutto di una lunga trattativa e va più nella direzione sostenuta dal Consiglio Ue e le perplessità manifestate da alcuni Paesi, tra cui l’Italia, dove il 53,7% degli edifici risale a prima del 1970. Ma l’accordo è ancora provvisorio: deve essere approvato e adottato formalmente da Parlamento e Consiglio Ue. La direttiva è parte importante del pacchetto Fit for 55 ed è stata presentata a dicembre 2021 dalla Commissione Ue, secondo cui gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico europeo e del 36% delle emissioni dirette e indirette di gas serra.