Un allevamento di suini (foto Shutterstock)

I giudici “difendono” l’iniziativa di “Essere animali” e non condannano per diffamazione gli attivisti per il sito www.prosciuttocrudele.it

Creare un sito ad arte (www.prosciuttocrudele.it) e inserire sul web i risultati di una inchiesta. Al centro della questione, 4 minuti e 18 secondi nel quale venivano mostrate immagini del blitz nell’allevamento di Bertinoro  con «animali sofferenti, maltrattati, non curati, abbandonati». In particolare la voce narrante del servizio, li aveva indicati quali suini destinati a diventare «prosciutto di Parma», associando le immagini a una scritta esplicita: «prosciutto crudele di Parma». E, per dare forza al servizio, il tutto era stato arricchito con il caratteristico logo ellissoidale del Consorzio. Il link con il servizio in questione, era stato pubblicizzato su Facebook, Instagram e Twitter e rafforzato da comunicati stampa. Il Consorzio – parte civile con l’avvocato Massimo Piazza – nella sua querela aveva censurato l’opera divulgativa per via dell’accostamento della sua immagine a quella dell’allevamento mentre del Consorzio fanno parte solo prosciuttifici e non gli allevamenti per i quali esistono peraltro dei rigidi disciplinari consortili e i controlli sul loro rispetto, sono di competenza altrui. La difesa da parte sua si è concentrata sulla possibilità di applicare al video in questione la scriminante in parte del diritto di critica per le opinioni espresse e in parte del diritto di cronaca per i fatti esposti. Il giudice, in attesa del deposito delle motivazioni, sembra avere condiviso tale interpretazione giuridica del fatto e  Federica Lipovscek, così come chiedeva la difesa (avvocati Lorenzo Valgimigli e Filippo Plazzi), ha assolto entrambi gli accusati perché «il fatto non costituisce reato», applicando  la scriminante del diritto di critica e di cronaca. Di conseguenza i due imputati (il primo come portavoce dell’associazione ’Essere animali’ e l’altro come ’responsabile investigazione’ della medesima associazione) non hanno leso l’immagine del Consorzio.