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La fattoria diventa un centro di servizi con nuove opportunità di lavoro e di reddito per le aziende del settore

L’assemblea legislativa, come dichiarato in una nota, ha dato ieri, martedì 18 gennaio, il via libera alla nuova legge nominata “Norme in materia di agricoltura sociale” e proposta dalla giunta regionale che, per sostenerla, stanzierà risorse per oltre 1.370.000€ (di cui, 75.000€ da bilancio regionale e 1.300.000€ dai fondi europei del ‘Psr’, il ‘Programma di sviluppo rurale’). Queste risorse andranno a finanziare interventi formativi, azioni di informazione, animazione e comunicazione; con incentivi per adeguare e allestire le fattorie sociali, prosegue la nota.

Con l’approvazione di questo provvedimento si crea la possibilità, per le aziende agricole, di allargare la propria dimensione di attività. La dimensione sociale, in questo caso, consentirà loro di aprirsi alle comunità, diventando luogo di inclusione e di sviluppo sostenibile; che avrà al centro proprio la fattoria, luogo in cui il lavoro può diventare opportunità per le persone più fragili e, allo stesso tempo, diventare una nuova fonte di integrazione al reddito per le imprese, continua la nota.

La legge, inoltre, prevede l’istituzione di un elenco delle fattorie sociali, in futuro pubblicato online sul sito web della regione, in cui saranno inseriti, provvisoriamente, i luoghi che già svolgono attività di agricoltura sociale. Infine, dopo una verifica dei requisiti e delle competenze, queste fattori saranno identificate con loghi distintivi, conclude la nota.

Alessio Mammi, assessore all’agricoltura della regione Emilia-Romagna, ha così commentato l’approvazione della nuova legge: “Un passo in avanti a sostegno di una dimensione che tiene assieme, a 360 gradi, diversi aspetti del vivere, del lavoro, dei territori rurali e della socialità. Questo puntando proprio sulla multifunzionalità delle imprese agricole, riconoscendone l’impatto innovativo dei servizi offerti sul territorio. La fattoria sociale diventa centro di servizi dove la coltivazione dell’orto, la cura degli animali ed il ciclo biologico e naturale offrono stimoli nuovi per interventi di socializzazione, di formazione, di supporto all’educazione. L’agricoltura sociale costituisce, quindi, un approccio innovativo fondato sull’abbinamento di due concetti distinti: l’agricoltura multifunzionale e i servizi sociali/terapeutico-assistenziali a livello locale. Il tutto in un più stretto e virtuoso rapporto con il territorio mettendo in rete imprese agricole, utenti fragili, enti pubblici, cooperative sociali e consumatori responsabili”, ha concluso Mammi.