Foto di repertorio shutterstock

Riportiamo l’intervento di Fabiola Foschi, responsabile del comparto benessere per Confartigianato di Forlì 

“Confartigianato di Forlì torna nuovamente sul tema dell’abusivismo nel comparto benessere, dopo aver ricevuto segnalazioni di violazioni continue, soprattutto nelle aree del Tramazzo, del Montone, Rabbi e Bidente. Gli imprenditori, che operano nel rispetto della normativa di settore, investendo al contempo in sicurezza e innovazione tecnologica, hanno evidenziato alcuni aspetti. In primo luogo i rischi per la salute, non solo per quella del cliente, che potrebbe essere sottoposto a trattamenti errati da parte di persone non qualificate e che non utilizzano prodotti professionali, ma anche per la salute dell’intera comunità, connessa alla diffusione del Covid-19. La lunga fase di pandemia ha richiesto alle imprese regolari importanti investimenti per ridurre i rischi di contagio, dispositivi di protezione ovviamente non adottati da chi lavora abusivamente”.

“Senza dimenticare che chi opera nel sommerso fa concorrenza sleale alle imprese, turbando il mercato ed evade le tasse. Un danno non solo erariale; i mancati introiti nelle casse statali gravano, infatti, sulla collettività in termini di mancati investimenti pubblici per assenza di copertura finanziaria. Risulta, inoltre, evidente che ciò che l’utente crede di poter risparmiare rivolgendosi a chi effettua trattamenti in casa, lo espone a rischi sanitari, a trattamenti inefficaci quando non addirittura dannosi, oltre a essere reato, perseguibile dalle autorità”.

“Per questo Confartigianato chiede ai Sindaci del forlivese di tenere alta l’attenzione sul tema, per scongiurare comportamenti che inquinano un settore da sempre sottoposto a norme severe, a cui, in questi mesi, si sono aggiunti rigidi disciplinari proprio per la delicatezza delle prestazioni fornite: massaggi, trucco semipermanente, trattamenti estetici e anche tutte le attività legate all’acconciatura necessitano di ambienti opportunamente sanificati per scongiurare il rischio di nuovi focolai di infezione”.