La zona di Monte Giogo di Villore (foto Ambiente Italia)

Sette torri alte 168 metri, un palazzo di 55 piani, contestate dai territori ma volute dalle due Regioni

Nel Mugello, al confine tra la Toscana e la Romagna, c’è un’area molto vasta (foto Ambiente Italia) dove i monti dell’Appennino superano di poco i mille metri: si tratta del Monte Giogo di Villore, in località Dicomano, comune del Mugello fiorentino che sfiora la Romagna, in particolare nel Forlivese Portico e Premilcuore. Qui un’azienda veneta, la AGSM di Verona, vorrebbe costruire un nuovo impianto eolico con sette turbine alte 168 metri, ma molte delle persone che abitano nei comuni della zona si stanno opponendo in Toscana come in Romagna ma le due Regioni hanno detto sì e solo le Soprintendenze di Firenze e della Romagna hanno posto alcune obiezioni. Le  turbine alte 168 metri, in pratica un palazzo di 55 piani, dovrebbero essere installate su una superficie di 5,4 ettari, a una certa distanza dalle aree abitate: 2,7 chilometri da Villore, una frazione del comune di Vicchio, e 4,5 chilometri da Corella, frazione di Dicomano. La produzione annua di energia elettrica è stimata in 80 gigawattora: secondo AGSM, coprirebbe il fabbisogno di 100mila persone e permetterebbe di evitare le emissioni di 40mila tonnellate di anidride carbonica ma disboscando, per le varie opere, oltre 90 ettari di terreno. E per portare l’energia prodotta dalle turbine eoliche alla rete di distribuzione è prevista anche la costruzione di un cavidotto lungo 21 chilometri. L’investimento complessivo è di 35 milioni di euro. Come compensazione, l’Agsm – come riporta in un lungo articolo il Post – ha previsto di mettere a disposizione il 3% dei ricavi annui, circa 130mila euro, da utilizzare in opere di miglioramento ambientale e risparmio energetico come la costruzione di un nuovo ponte sul fiume Moscia e il finanziamento per la coibentazione di case e aziende.

Dalla fine del 2019, quando è stata presentata la prima versione del progetto, è nata la rete per la tutela dei crinali mugellani, di cui fanno parte diverse associazioni ambientaliste che chiedono maggiori tutele per l’ecosistema del monte Giogo, nei comuni di Vicchio, Dicomano e San Godenzo, in provincia di Firenze. Ma si protesta, e non poco, anche in Romagna. Le torri, infatti, saranno visibili, questa è una delle preoccupazioni, anche dalla zona dell’Acquacheta, meta prediletta dei turisti e cascata descritta da Dante Alighieri nell’Inferno. Nonché dal Muraglione, paradiso dei motociclisti. Così, contro la società veronese Agsm, si sono schierati quasi tutti i comuni della zona, a cavallo del passo del Muraglione che sancisce il confine tra Forlì-Cesena e Firenze, nonché l’unione dei comuni forlivesi, ma soprattutto l’ente Parco delle Foresti Casentinesi e le due Soprintendenze: quella di Firenze e quella della Romagna, con sede a Ravenna. Decisamente contrarie le associazioni ambientaliste, tra cui il Wwf, e numerosi comitati sorti sull’Appennino che sottolineano la distruzione di ettari di bosco saranno sacrificati a strutture artificiali; una decisione discutibile visto che la stessa Unione Europea spinge sì per le fonti rinnovabili, ma anche per la forestazione. Poi resta lo scontro istituzionale; perché se le due Regioni sono sostanzialmente favorevoli, le Soprintendenze,  il braccio sul territorio del ministero dei Beni Culturali,  hanno molte riserve. E, come si legge nella cronaca forlivese del Resto del Carlino, il dossier dovrebbe finire a palazzo Chigi, alla presidenza del Consiglio dei Ministri.