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Il Presidente della Camera di commercio della Romagna, Alberto Zambianchi: “Il miglioramento della situazione economica e il conseguente miglioramento del clima di fiducia generale hanno influenzato positivamente anche le vocazioni a “fare impresa”

In base alle elaborazioni dell’Ufficio informazione economica della Camera di commercio della Romagna, al 30 settembre 2021 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 81.842 imprese registrate (sedi), di cui 71.300 attive. L’imprenditorialità si conferma diffusa: 98 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 88 a livello nazionale). Nel corso del terzo trimestre del 2021, nell’aggregato Romagna si sono verificate 809 iscrizioni e 593 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 216 unità (nel medesimo trimestre del 2020 il saldo fu pari a +85); il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,26%, di poco inferiore al dato regionale (+0,30%) e nazionale (+0,37%).

“Il miglioramento della situazione economica e il conseguente miglioramento del clima di fiducia generale hanno influenzato positivamente anche le vocazioni a “fare impresa” e, quindi, attualmente, nascono più imprese di quante ne chiudono. I dati “Movimprese”, per il terzo trimestre del 2021, infatti, confermano una crescita dell’avvio di nuove attività che tornano ai livelli medi pre-pandemia – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. Le cancellazioni, invece, restano ancora mediamente inferiori rispetto al periodo pre pandemia. Tutto ciò costituisce un buon segnale in in termini di riduzione della mortalità, ma va considerato anche l’effetto positivo delle misure di sostegno messe in atto dal Governo. La nostra consueta cautela consiglia, dunque, di ipotizzare l’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che, in circostanze diverse e senza le citate provvidenze, avrebbero cessato le proprie attività. Una citazione particolare va poi dedicata al forte incremento del Settore delle Costruzioni, soprattutto per effetto dei “bonus” per le ristrutturazioni”.

La comparazione dei flussi di iscrizioni e cessazioni del trimestre con la media 2019-2017 dei medesimi mostra come le iscrizioni siano tornate ai livelli pre-pandemia, mentre le cessazioni risultino inferiori del 21,8%. Nel confronto tendenziale con il 30/09/2020 si riscontra una crescita delle imprese attive pari allo 0,9%, analogamente alla dinamica nazionale e superiore al dato regionale (+0,5%); con riferimento, invece, al terzo trimestre del 2019 (periodo pre-Covid) la crescita è pari allo 0,3%.

Per quel che riguarda i settori economici, i principali risultano, nell’ordine: Commercio (23,2% sul totale delle imprese attive), in calo dello 0,4% negli ultimi 12 mesi, Costruzioni (15,0%), in aumento del 2,5%, Agricoltura (12,2%), in flessione dello 0,9%; Alloggio e ristorazione (10,6%) in aumento dell’1,4%; Industria manifatturiera (8,4%) in flessione dello 0,3%; Attività immobiliari (8,1%) in aumento del 2,6%.

Si segnala la flessione per le “Altre attività di servizio” (4,6% l’incidenza, -0,9% la dinamica) e per “Trasporto e magazzinaggio” (3,1% l’incidenza, -1,9% la dinamica), mentre nel comparto delle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,7%) e nel comparto dei servizi alle imprese (incidenza del 3,0%) le aziende attive sono in aumento in termini tendenziali (rispettivamente +4,0% e +3,7%).

Per quanto concerne la natura giuridica, più della metà delle imprese attive (il 54,5%) risulta costituita come ditta individuale (in aumento dello 0,4% rispetto al medesimo trimestre del 2020); seguono le società di persone (22,5%), in flessione dello 0,9% e le società di capitale (20,7%), in crescita del 4,5%.

Le imprese artigiane attive sono pari al 30,0% del totale imprese e in aumento dello 0,5% in termini tendenziali.

Le localizzazioni (sedi di impresa e unità locali) registrate alla data in esame sono 100.660, di cui 89.504 quelle attive (+1,3% rispetto al medesimo periodo del 2020).

Questi, in sintesi, quanto emerge dalle elaborazioni dall’Ufficio Informazione economica della Camera di commercio della Romagna dei dati Infocamere-Movimprese.

Sistema imprenditoriale: focus provinciale Forlì-Cesena

In base alle elaborazioni dell’Ufficio informazione economica della Camera di commercio della Romagna, al 30 settembre 2021 in provincia di Forlì-Cesena si contano 41.898 imprese registrate, delle quali 36.580 attive. L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 88 a livello nazionale).

Nel terzo trimestre del 2021 si sono verificate 389 iscrizioni e 322 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 67 unità (un anno fa il saldo era di 12). Il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,16%, inferiore al dato regionale (+0,30%) e a quello nazionale (+0,37%).

La comparazione dei flussi di iscrizioni e cessazioni del trimestre in esame con la media 2019-2017 dei medesimi mostra come le iscrizioni siano sostanzialmente tornate ai livelli pre-pandemia, mentre le cessazioni risultino inferiori del 18,1%.

Nel confronto con il terzo trimestre del 2020, si riscontra un moderato incremento delle imprese attive pari al +0,3%, inferiore al dato regionale (+0,5%) e nazionale (+0,9%). La dinamica delle imprese attive non presenta particolari difformità a livello sub provinciale e nelle principali aggregazioni territoriali: comprensorio di Forlì (+0,1%), Comune di Forlì (+0,3%); comprensorio di Cesena (+0,5%), Comune di Cesena (+0,4%). Da segnalare, una dinamica delle imprese attive superiore alla media provinciale nei Comuni di Cintura (+0,7%), nei Comuni marittimi (+0,8%) e, in particolare, nel Comune di Savignano sul Rubicone (+1,4%, per una incidenza del 4,4%).

Riguardo ai principali settori economici si ritrovano, nell’ordine, il Commercio (21,5% sul totale) con una flessione dell’1,3% delle imprese attive rispetto al terzo trimestre 2020, l’Agricoltura (incidenza 17,2%, -1,1% la dinamica), le Costruzioni (incidenza del 15,5%, +1,7%) e il Manifatturiero (incidenza pari al 9,4%, -0,5%). In crescita le Attività immobiliari (+2,6%), che costituiscono il 6,6% del totale delle imprese attive e le Attività di alloggio e ristorazione (7,6% del totale, +1,5% la dinamica). In flessione (-1,6%) la numerosità delle imprese attive nei settori “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,8% sul totale) e del settore “Trasporto e magazzinaggio” (3,4% l’incidenza, -2,6% la variazione), mentre le “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,7%) crescono del 2,8%.

Per quanto riguarda la natura giuridica, spiccano le imprese individuali (57,1% sul totale), stabili rispetto ad un anno fa, seguite dalle società di persone (20,9% l’incidenza) in flessione dell’1,4%. Le società di capitale (19,4% del totale delle imprese attive) sono, invece, in aumento del 3,5%, così come riscontrabile negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

Le imprese artigiane attive sono pari al 32,2% del totale del totale imprese e stabili in termini tendenziali.

Le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) alla data in esame sono 50.962, delle quali 45.344 attive (+0,8% rispetto al 30/09/2020).