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Agriturist Emilia-Romagna: “Rischiamo di perdere una quota importante di turisti, oltre il 25% delle presenze annuali dell’agriturismo emiliano-romagnolo proviene dall’estero

La stagione decolla a stento, mancano soprattutto le prenotazioni degli stranieri, negli agriturismi dell’Emilia-Romagna.

Ospiteremo quasi esclusivamente italiani per il ponte del 2 giugno, gli arrivi da oltre confine infatti – spiega Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia Romagna, che riunisce gli agriturismi associati a Confagricoltura – riguardano esclusivamente un numero ristretto di camperisti, per lo più tedeschi o austriaci, ma le strutture con agri-campeggio in regione sono solo una settantina su 1200“.  

A scoraggiare i turisti provenienti da altri paesi sono soprattutto le incertezze della situazione sanitaria, il calendario delle riaperture e, non ultimo, lo stop al coprifuoco slittato al 21 giugno.«Rischiamo di perdere una quota importante di turisti, oltre il 25% delle presenze annuali dell’agriturismo emiliano-romagnolo proviene dall’estero», avverte il presidente di Agriturist Emilia Romagna.

Di qui la svolta di Confagricoltura Emilia Romagna che mira ad attrarre il visitatore che esce dalle restrizioni imposte dalla pandemia e chiede di stare a contatto con la natura, di vivere il territorio in maniera attiva, contribuendo in prima persona attraverso workshop e nuove formule di turismo esperienziale. Un viaggiatore che pare prediligere i paradigmi del turismo slow e green. «Presto sarà pronta una nuova mappa degli itinerari enogastronomici – anticipa il presidente regionale di Agriturist – che lega gli agriturismi a cantine, caseifici e salumifici, a punti vendita aziendali di prodotti agricoli, con la possibilità di partecipare anche alle attività delle imprese associate a Confagricoltura in Emilia Romagna, lungo “cammini del cibo” a misura di bici e non solo, fra pianura, collina e montagna».

Le aziende agricole e agrituristiche socie di Confagricoltura, che sono capillari sul territorio, diventano così il perno attorno al quale far gravitare le ciclovie regionali – oltre 8.000 chilometri mappati in Emilia-Romagna e due Bike Park -, come pure quelle nazionali (Bicitalia) ed europee (Eurovelo).

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021 mette l’Emilia-Romagna al secondo posto tra le regioni più desiderate dai turisti enogastronomici (dopo la Sicilia), mentre Bologna risulta la città preferita “numero due” dopo Napoli. Fa proseliti lo slow travel, per i viaggiatori in bicicletta e a piedi. Nel 2020 le vendite delle due ruote in Italia hanno registrato un incremento annuale del + 17% e del + 44% nel solo settore delle e-bike, a pedalata assistita (fonte: Confindustria Ancma).