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Fa parte, assieme ad altri Quaderni e strumenti informativi, del patrimonio statistico reso disponibile dall’Ufficio Informazione economica, in qualità di Osservatorio Economico della Camera di commercio della Romagna

Nel 2020 in provincia di Forlì-Cesena il valore delle importazioni (a prezzi correnti) ammonta a 1.604.023.377 euro.principali prodotti sono, nell’ordine: prodotti alimentari (13,4% del totale), macchinari e apparecchiature (11,7%), prodotti chimici (11,2%), prodotti agricoli (9,7%) e articoli di abbigliamento (9,5%). Questi erano ricompresi tra i principali anche nel 2015 mentre nel 2010 non erano presenti i prodotti agricoli bensì quelli di elettronica e ottica, con un’incidenza che era seconda solo ai prodotti alimentari. Rispetto al 2015 si rileva una diminuzione dell’import dell’8,7% mentre nel confronto col 2010 si riscontra un aumento delle importazioni pari al 3,2%. Nel medio periodo, 3 prodotti sui 5 principali registrano un aumento dell’import: trattasi di macchinari e apparecchiature(+27,8%), prodotti agricoli (+10,6%) e articoli di abbigliamento (+2,5%); in calo, invece, i prodotti alimentari (-45,3%) e i prodotti chimici (-8,0%). Nel lungo periodo sono ben 4 i prodotti caratterizzati da un incremento: nella specie, macchinari e apparecchiature(+56,7%), prodotti agricoli (+46,4%), prodotti chimici (+34,8%) e articoli di abbigliamento (+23,2%); continuano ad essere in diminuzione solo i prodotti alimentari (-20,9%).

principali Paesi da cui si importano merci sono, rispettivamente, la Germania (14,7% del totale), la Cina (12,2%), la Spagna (8,7%), la Francia (7,2%) e i Paesi Bassi (6,6%); risultano sostanzialmente gli stessi sia nel 2015 sia nel 2010. Maggiormente interessante, in termini di ricchezza apportata sul territorio, è sicuramente l’analisi sulle esportazioni delle imprese; nello specifico, il valore delle esportazioni (a prezzi correnti) ammonta a 3.408.529.142 euro.

principali prodotti sono, nell’ordine: macchinari e apparecchiature (17,1% del totale), prodotti agricoli (9,6%), prodotti della metallurgia (9,6%), mobili (7,9%), apparecchiature elettriche (7,8%), articoli in pelle/calzature (6,8%), articoli sportivi (6,8%), navi e imbarcazioni (6,2%), prodotti alimentari (6,1%) e articoli in gomma e materie plastiche (5,3%). Sia nel 2015 sia nel 2010 non erano ricompresi, tra i principali, le navi e imbarcazioni; al loro posto erano presenti, nel 2015, i prodotti chimici, e, nel 2010, i prodotti di elettronica e ottica. Pur considerando la crisi pandemica che ha fortemente ridotto le esportazioni nell’anno appena trascorso, rispetto al 2015 si rileva una crescita dell’export del 6,0% e nel confronto col 2010 si registra un incremento delle esportazioni del 34,4%.

Nel medio periodo ben 8 prodotti sui 10 principali registrano un aumento dell’export: trattasi di navi e imbarcazioni (+152,9%), mobili (+54,1%), prodotti agricoli (+30,0%), apparecchiature elettriche (+18,4%), prodotti della metallurgia (+9,1%), macchinari e apparecchiature (+8,2%), prodotti alimentari (+8,4%) e articoli in gomma e materie plastiche (+6,8%). In calo, invece, gli articoli in pelle/calzature (-39,6%) e gli articoli sportivi (-7,0%).

Nel lungo periodo tutti e 10 sono caratterizzati da un incremento: nella specie, navi e imbarcazioni (+1423,5%), mobili (+63,8%), apparecchiature elettriche (+52,1%), articoli sportivi (+45,6%), prodotti agricoli (+42,5%), macchinari e apparecchiature (+34,6%), prodotti della metallurgia (+32,9%), articoli in gomma e materie plastiche (+30,4%), prodotti alimentari (+23,0%) e articoli in pelle/calzature (+1,7%).

principali Paesi verso cui si esportano merci sono, rispettivamente, la Francia (14,9% del totale), la Germania (12,6%), il Regno Unito (6,4%), gli Stati Uniti (6,4%), la Spagna (4,6%), la Polonia (4,1%), i Paesi Bassi (3,6%), la Cina (3,2%), il Belgio (2,5%) e la Russia (2,1%). Di questi, nove su dieci erano gli stessi anche nel 2015 (vi era la Svizzera al posto del Belgio) e otto su dieci erano presenti anche nel 2010 (con Grecia e Austria al posto di Cina e Belgio).

Nel medio periodo 7 Paesi sui 10 principali fanno registrare un aumento dell’export: Cina (+67,6%), Francia (+40,1%), Belgio (+35,8%), Polonia (+21,1%), Spagna (+16,7%), Germania (+2,3%) e Paesi Bassi (+5,8%). In diminuzione la Russia (-27,4%), gli Stati Uniti (-9,6%) e il Regno Unito (-6,3%).

Nel lungo periodo in 9 Paesi si riscontra un incremento: Cina (+91,6%), Francia (+76,3%), Stati Uniti (+73,8%), Belgio (+63,1%), Polonia (+57,5%), Spagna (+53,2%), Paesi Bassi (+52,0%), Regno Unito (+46,0%) e Germania (+14,0%). In calo solo la Russia (-44,9%).