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I dati relativi alle Forze lavoro 2020, calcolati come media annua trimestrale, per la provincia di Forlì-Cesena mostrano una situazione in chiaro-scuro

I dati 2020 sul mercato del lavoro, come prevedibile, risentono anche nei nostri territori del contesto straordinario e difficile: occupazione in diminuzione, disoccupazione in aumento, forte crescita della cassa integrazione e deciso calo delle assunzioni. Dopo la presentazione del Rapporto sull’economia 2020 e scenari, prosegue la diffusione di analisi e valutazioni che affrontano i temi e i fenomeni più significativi per la governance dei nostri territori.

Sulla base dei dati “grezzi” relativi alle Forze lavoro 2020, calcolati come media annua trimestrale, l’aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) presenta dinamiche che peggiorano sensibilmente rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, il tasso di attività (15-64 anni), pari al 72,4%, cala di 2 punti percentuali, il tasso di occupazione (15-64 anni), pari al 67,0%, decresce di 2,3 punti percentuali e il tasso di disoccupazione fa segnare un +0,7, portandosi al 7,3%, con quello giovanile (15-24 anni), che si attesta al 27,6%, registrando un fortissimo incremento, pari a +10,3 punti percentuali. Nel confronto con Emilia-Romagna e Italia, il tasso di occupazione risulta più basso del dato regionale (68,8%) ma superiore a quello nazionale (58,1%), mentre il tasso di disoccupazione è più alto della media regionale (5,7%) ma inferiore al dato nazionale (9,2%). In termini numerici, a livello tendenziale, nell’area Romagna si assiste ad un calo degli occupati (319mila unità nel 2020) del 3,6% e ad un aumento dei disoccupati (25mila unità) pari al 6,3%: decresce maggiormente l’occupazione femminile (-6,4%) rispetto a quella maschile (-1,3%) ma, al tempo stesso, si rileva un deciso aumento degli uomini disoccupati (+22,9%), in contrapposizione alla diminuzione del numero delle donne disoccupate (-5,3%). In crescita anche gli “inattivi” (288mila unità), cioè coloro che non cercano più attivamente un lavoro, del 4,3%.

Nell’anno 2020 sono state autorizzate più di 42 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni, con un rilevante incremento, causa disposizioni specifiche Covid-19, rispetto al 2019 (+1717,2%); in fortissimo aumento il ricorso alla CIG Ordinaria (+2199,9, 71,6% della CIG totale), che comprende, nello specifico, le suddette disposizioni, mentre ricompare la CIG in deroga (26,6%) che nel 2019 non era stata prevista. La CIG straordinaria, di esigua entità (1,8%), risulta invece in calo (-22,9%).

In uItimo, ulteriori criticità emergono dai dati “destagionalizzati” relativi ai rapporti di lavoro dipendente: gli ultimi dati, aggiornati al terzo trimestre 2020, rilevano 107.972 attivazioni, tra gennaio e settembre 2020, con un decremento, rispetto ai primi nove mesi del 2019, del 23,0%. Diminuzione anche per le relative cessazioni (-21,4% annuo, 107.744 rapporti terminati). Unica nota lieta, il saldo (differenza tra attivazioni e cessazioni) dell’intero periodo, che risulta essere positivo: +228.

Il Mercato del lavoro: focus provinciale Forlì-Cesena

I dati relativi alle Forze lavoro 2020, calcolati come media annua trimestrale, per la provincia di Forlì-Cesena mostrano una situazione in chiaro-scuro; rispetto all’anno precedente, infatti, a fronte di un tasso di attività (15-64 anni), pari al 74,1%, che cala di 1,6 punti percentuali, e di un tasso di occupazione (15-64 anni), pari al 70,1%, che decresce di 1,3 punti percentuali, si riscontra un tasso di disoccupazione che fa segnare un -0,3, portandosi al 5,2%, con quello giovanile (15-24 anni), che si attesta al 17,6%, facendo registrare una lieve diminuzione, pari a -0,2 punti percentuali. Nel confronto con Emilia-Romagna e Italia emergono risultati migliori; nel dettaglio, il tasso di occupazione risulta più alto del dato regionale (68,8%) e nazionale (58,1%), mentre il tasso di disoccupazione è inferiore alla media sia regionale (5,7%) sia nazionale (9,2%). In termini numerici, a livello tendenziale, si assiste ad un calo degli occupati (178mila unità nel 2020) del 2,1% ma anche dei disoccupati (10mila unità) dell’8,0%: decresce l’occupazione femminile (-6,2%) mentre aumenta quella maschile (+1,5%) ma, al tempo stesso, si rileva un deciso calo delle donne disoccupate (-15,0%), diversamente dall’incremento che si verifica nel numero degli uomini disoccupati (+2,2%). In crescita anche gli “inattivi” (152mila unità), cioè coloro che non cercano più attivamente un lavoro, del 3,5%.

Nell’anno 2020 sono state autorizzate, sul territorio provinciale, più di 22 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni, con un rilevante incremento, causa disposizioni specifiche Covid-19, rispetto al 2019 (+2319,0%); in fortissimo aumento il ricorso alla CIG Ordinaria (+2754,6, 78,1% della CIG totale), che comprende, nello specifico, le suddette disposizioni, mentre ricompare la CIG in deroga (20,4%) che nel 2019 non era stata prevista. In aumento anche la CIG straordinaria (+8,3%), oramai, comunque, di esigua entità (1,5% del totale).

Negativi, infine anche i dati “destagionalizzati” relativi ai rapporti di lavoro dipendente, con ultimo aggiornamento al terzo trimestre 2020; nel dettaglio, si rilevano 56.423 attivazioni, tra gennaio e settembre 2020, con un decremento, rispetto ai primi nove mesi del 2019, del 17,3%. Diminuzione anche per le relative cessazioni (-15,4% annuo, 56.708 rapporti terminati). Il risultato in termini di saldo (differenza tra attivazioni e cessazioni), sui primi tre trimestri 2020, risulta pari a -285.