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Gli imprenditori romagnoli chiedono più fondi – Artigiani Mestre: i ristori coprono solo il 25% delle perdite

Anche se lo sforzo economico messo in campo dal Governo Conte non ha precedenti, di fatto, i ristori coprono mediamente solo il 25% delle perdite di fatturato subite dalle aziende mettendo a rischio il lavoro di un milione di addetti. Dall’inizio della crisi pandemica fino a oggi, segnala la CGIA, le risorse direttamente a sostegno delle imprese italiane ammontano a circa 35 miliardi di euro. Nonostante ciò, questi aiuti sono stati, per la gran parte dei destinatari, del tutto insufficienti. E dopo l’approvazione dell’ultimo DPCM, la situazione in questo periodo natalizio è destinata a peggiorare ulteriormente.

La denuncia degli imprenditori romagnoli

Una situazione denunciata anche da un gruppo di imprenditori romagnoli che chiedono: una moratorio a tutto tondo su tasse e contributi, contributi a fondo perduto che coprano interamente le perdite subite nel 2020, la tassazione di tutte le transazioni sul web tramite una imposta ad hoc non legata al reddito ma alla transazione stessa. Diversamente, segnalano gli imprenditori, sarà una strage di imprese.

Oltre 350mila aziende a rischio chiusura

Segnala ancora la Cgia di Mestre che ”da alcune nostre stime emerge che i contributi a fondo perduto concessi agli artigiani, ai piccoli commercianti, ai ristoratori e agli esercenti colpiti dal Covid hanno coperto mediamente il 25% circa delle perdite di fatturato subite quest’anno. A seguito delle difficoltà di questi mesi, non è pertanto da escludere che almeno 350 mila piccole e micro aziende di questi settori chiuderanno definitivamente la saracinesca entro la fine di questo mese, lasciando senza lavoro almeno 1 milione di addetti. Pertanto, per sostenere quelle imprese che invece continueranno a tenere aperto è necessario un cambio di marcia; passare dalla logica dei ristori a quella dei rimborsi. Come? In primo luogo indennizzando fino al 70% i mancati incassi e in secondo luogo abbattendo anche i costi fissi, così come ha stabilito nelle settimane scorse la Commissione Europea. Altrimenti, rischiamo una desertificazione dei centri storici e dei nostri quartieri, poiché non potranno più contare sulla presenza di tantissimi negozi di vicinato”. Se da un lato l’Unione Europea ha riconosciuto alle piccole imprese con una perdita di almeno un terzo del fatturato la possibilità di vedersi rimborsare dai rispettivi Paesi di appartenenza fino al 90% dei costi fissi,  dall’altro ha introdotto una nuova definizione dello stato di inadempienza delle aziende che creerà molti problemi soprattutto a tantissime Pmi.