Daniele Mazzoni, responsabile dei Servizi alla comunità di CNA Forlì-Cesena

Oltre 40 centri di revisione nella provincia di Forlì

Nella provincia di Forlì risultano autorizzati e operativi una quarantina di centri che supportato la motorizzazione civile nella revisione dei veicoli fino a 35 q; un’attività di capitale importanza in quanto tutela e salvaguardia l’efficienza dei veicoli e la sicurezza di chi circola per la strada. L’emergenza da Covid-19 ha ulteriormente peggiorato l’ingorgo in Motorizzazione: tempi di attesa lunghi, slittamento delle revisioni, disservizi per gli automobilisti e rischi per la sicurezza stradale non sono più accettabili.

“Sono anni che CNA rivendica l’adeguamento delle tariffe (ferme dal 2007) – dichiara Daniele Mazzoni, responsabile dei Servizi alla comunità di CNA Forlì-Cesena – a fronte di aumenti annuali da parte della motorizzazione e controlli per verificare che tutte le imprese operino all’interno delle norme previste rispettando le leggi specifiche. I centri privati di controllo rappresentano una risorsa a supporto della Motorizzazione, la loro capillare diffusione in grado di offrire servizi che oggi la stessa Motorizzazione non è in grado di coprire, come sta succedendo con i collaudi su ganci traino o impianti GPL, che hanno tempi di attesa di quasi un anno”.

CNA trova la disponibilità dell’amministrazione di ristabilire un dialogo costruttivo, nell’interesse sia delle imprese e soprattutto della sicurezza stradale dei veicoli. È quanto emerso la scorsa settimana in un incontro, con i vertici del Ministero, durante il quale CNA Autoriparazione ha chiesto la riapertura di un tavolo di confronto permanente per affrontare i temi che da troppo tempo i centri di controllo privati vedono inascoltati. Un impegno mantenuto dalla Motorizzazione che ha convocato un incontro per i primi giorni di ottobre.

La ulteriore proroga delle scadenze che rischia di minare la sostenibilità economica dei centri, già messa a dura prova da periodi di emergenza Covid-19, e le modifiche apportate alla figura dell’ispettore, che rischia di sovvertire il modello organizzativo delle imprese, le uniche autorizzate ad effettuare i controlli sui veicoli. Le tariffe ferme da oltre 13 anni e la necessità di maggiori controlli da parte della Motorizzazione sull’operato dei centri, sono questioni non più rinviabili.  

CNA chiede al Parlamento e al Governo di andare avanti con determinazione, inserendo la modifica sui collaudi nel testo del decreto che verrà convertito in legge.