La flessione maggiore nelle costruzioni e nel commercio

Unioncamere: in un anno perse 961 imprese – Il calo più forte per costruzioni e commercio

Sono 27.106 le aziende giovanili (gestite da under 35) attive in Emilia-Romagna e in un anno ne sono andate perdute 961 (-3,4 per cento). La tendenza – dati Unioncamere Emilia-Romagna – è lievemente più pesante a livello nazionale (-3,6 per cento) e al crollo nelle costruzioni (411 unità, -8 per cento) e alla caduta nel commercio (-251 imprese, -3,6 per cento) si è aggiunta la forte riduzione nell’aggregato altri servizi (-1,5 per cento, -171 imprese).

La dinamica

A fine giugno le imprese attive giovanili sono risultate 27.106, pari al 6,8 per cento delle imprese regionali, la quota più bassa tra le regioni italiane. In un anno, la perdita è stata di 961 imprese (-3,4 per cento), con una sensibile accelerazione della tendenza negativa dato che le altre imprese sono diminuite dello 0,5 per cento. A livello nazionale, le imprese giovanili scendono a 449.893 (-3,6 per cento), pari all’8,8 per cento del totale, mentre le altre imprese aumentano lievemente (+0,2 per cento).

Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. La consistenza della base imprenditoriale giovanile si è ridotta in tutte le regioni italiane con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige, dove sono rimaste invariate. Le riduzioni più rilevanti sono nelle Marche (-6,3 per cento) e in Toscana (-5,5 per cento). L’andamento negativo delle imprese giovanili appare più contenuto nelle regioni con cui l’Emilia-Romagna più direttamente si confronta: Lombardia (-3,4 per cento) e Veneto (-3,1 per cento), ma sensibilmente peggio di quel che accade in Piemonte (-2,3 per cento).

I settori

La diminuzione delle imprese giovanili continua a essere determinata dal pesante crollo delle imprese delle costruzioni (-411 unità, -8 per cento), al quale si è aggiunta la perdita di analoga ampiezza nell’insieme dei servizi (-422 imprese, -2,3 per cento). Qui la tendenza è data dalla decisa caduta nel settore del commercio (-251 imprese, -3,6 per cento) e dalla flessione nell’aggregato di tutti gli altri settori dei servizi (-1,5 per cento, -171 imprese). Anche la base imprenditoriale giovanile dell’industria subisce un brusco crollo (-109 unità, -5,3 per cento). Infine, è lieve flessione nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-19 imprese, -0,8 per cento).

La forma giuridica

La riduzione delle imprese giovanili è principalmente da attribuire alla flessione molto ampia delle ditte individuali (-707 unità, pari a -3,3 per cento) e alla contrazione notevolmente più rapida delle società di persone (-7,7 per cento, -141 unità). Ma nel trimestre in esame, anche le società di capitale hanno subito una leggera flessione (-1,0 per cento), nonostante l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Cooperative e consorzi hanno subito un’ulteriore e ancora più pesante riduzione (-20,3 per cento).