La crisi si “mangia” le imprese di commercio e agricoltura

Unioncamere Emilia-Romagna: a fine giugno attive 398.315 imprese in regione,  mai così poche. Immobiliare e noleggio in controtendenza

La più ampia riduzione è delle imprese del commercio (-1.691), seguite da quella dell’agricoltura (-1.069); minore l’impatto per  manifattura, trasporto e magazzinaggio, nell’alloggio e ristorazione. Il complesso dei servizi contiene la flessione (-0,5%) e dal suo interno giungono gli unici segnali positivi, in particolare dall’immobiliare e dai servizi di supporto alle imprese. Unioncamere Emilia-Romagna ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio. Per ora, gli effetti della pandemia appaiono macroscopicamente evidenti solo se si esaminano separatamente i flussi dell’anagrafe delle imprese. Rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, le iscrizioni sono diminuite (meno 3.880) mentre le cessazioni sono state pari a 2.737 unità; entrambe fissano un nuovo minimo assoluto. Le imprese attive rendono la misura dell’effettiva dimensione della base imprenditoriale. A fine giugno, le imprese attive erano 398.315, mai così poche, con una diminuzione pari a 2.911 unità (-0,7%) rispetto al termine dello stesso trimestre dello scorso anno. A livello nazionale le imprese attive hanno subito una flessione più contenuta (-0,2 per cento).

I settori di attività economica

La base imprenditoriale regionale si è ridotta in tutti i macrosettori, più rapidamente in agricoltura, in misura poco più contenuta nell’industria, leggermente nell’aggregato dei servizi mentre resta quasi invariata nelle costruzioni. In dettaglio, l’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli subisce una notevole flessione delle imprese (-1.691 unità, -1,9%). La base imprenditoriale dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si riduce di 1.069 unità (-1,9%) mentre l’industria perde 613 imprese (-1%). Ulteriori segni rossi sono dati dalla perdita di 308 imprese del settore del trasporto e magazzinaggio e di 258 imprese nei servizi di alloggio e ristorazione. Segnali positivi vengono solo dagli altri settori dei servizi. I principali giungono dalle imprese dell’immobiliare (269 unità, +1%) e dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+268 unità, +2,1%).

La forma giuridica

Si confermano gli andamenti nettamente divergenti anche per le tipologie di forma giuridica delle imprese. La riduzione della base imprenditoriale è stata determinata dall’andamento negativo delle ditte individuali, scese di 3.133 unità (-1,4%), e dalla riduzione più rapida delle società di persone (1.977 unità, -2,6%). Queste ultime risentono in negativo dell’attrattività della normativa sulle società a responsabilità limitata, che sostiene invece l’aumento tendenziale delle società di capitale (+2.343 unità, +2,6%), tutte variazioni più contenute rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.