Cadono gli ordini e flette il numero delle imprese

Unioncamere: in regione calo della produzione del 14,4%

Il peso della pandemia comincia ad abbattersi sull’artigianato, settore per cui suona un campanello di allarme, con la crisi che si è riacutizzata. Queste le indicazioni dell’indagine sulla congiuntura dell’artigianato relativa al primo trimestre 2020, realizzata da Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

I numeri

Nel primo trimestre la produzione è caduta del 14,4% rispetto al corrispondente periodo del 2019. L’ampiezza della recessione è seconda solo a quella rilevata nel secondo trimestre del 2009. L’andamento del fatturato valutato a prezzi correnti ha manifestato la stessa tendenza negativa (-14,9%). Una nota ulteriormente negativa per il futuro deriva dalla più ampia caduta degli ordini (-15,5%). Gli effetti della pandemia non appaiono ancora sulla demografia delle imprese, ma continua l’emorragia delle imprese artigiane dell’industria in senso stretto che a fine marzo ammontavano a 27.049, in flessione del 2,4% rispetto alla fine dello stesso mese dello scorso anno, con un calo pari a 654 imprese. Ancora una volta, l’andamento è analogo a livello nazionale (-2,2%). La tendenza negativa domina tutti i macrosettori considerati dalla congiuntura ed è stata determinata soprattutto dalla riduzione della base imprenditoriale delle industrie della moda (-217 imprese, -4,5%) e dell’aggregato delle altre industrie manifatturiere (-120 imprese, -3,2%).

L’artigianato delle costruzioni

Tra gennaio e marzo il volume d’affari a prezzi correnti delle imprese artigiane del settore ha invertito la precedente tendenza positiva e per effetto della pandemia ha subito una caduta del 12,3% rispetto all’analogo periodo del 2019. Il movimento accentua la flessione del 10,5% registrata dal complesso dell’industria delle costruzioni regionale. Il registro delle imprese. La pandemia non sembra avere ancora influito sulla demografia delle imprese. A fine marzo la consistenza delle imprese artigiane attive nelle costruzioni è risultata pari a 50.513, vale a dire 358 in meno (-0,7%) rispetto alla fine dello stesso mese del 2019. Si tratta di una riduzione leggermente inferiore a quella riferita al trimestre precedente. L’andamento risulta lievemente peggiore rispetto a quello riferito all’artigianato delle costruzioni dell’intero territorio nazionale (-0,6%). La flessione è risultata più rapida e più ampia per le imprese attive nella costruzione di edifici (-2,7%, -191 unità) e, secondo la forma giuridica, è derivata soprattutto dalle ditte individuali (-472 unità), nonostante un rapido aumento delle società di capitale (+10%).