Riportiamo l’analisi di Confartigianato di Forlì, con l’intervento dei segretario Marco Valenti

Confartigianato di Forlì sta valutando l’impatto della crisi da Coronavirus sui diversi settori produttivi, evidenziando situazioni di estrema criticità per quelle realtà che, dopo tre mesi di stop, continuano a non lavorare, per mancanza di committenti. “Dopo aver messo in luce le difficoltà del settore fieristico, vogliamo porre all’attenzione del Governo, quello degli imprenditori coinvolti nella filiera dello spettacolo. Concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli dal vivo, fino agli eventi di dimensioni più ridotte come le sagre, hanno avuto un lungo periodo di interruzione e ancora oggi faticano a riprendere a causa delle norme sul distanziamento sociale.” Sintetizza il segretario Marco Valenti “è il caso di chi si occupa dell’allestimento audio o dell’impianto luci, che a seguito del lockdown ha visto azzerata la propria attività, una chiusura che ha aggravato una situazione già precaria. I lavoratori dello spettacolo, infatti, erano già stati fortemente colpiti dalla crisi, che, ancora prima che economica può essere definita culturale, con una disaffezione da parte del grande pubblico. L’avvio della fase 3, che si caratterizza per importanti restrizioni a teatri e sale concerto, non offre garanzie agli imprenditori, che vedono ridursi drasticamente le riserve di cassa, a fronte di costi fissi ineludibili.” Continua Valenti “con la chiusura forzata, il periodo d’imposta 2020 sarà, purtroppo, caratterizzato da forti perdite. Confartigianato ha chiesto, per permettere un rapido recupero delle stesse, di operare su tre linee di intervento: introdurre anche nel nostro ordinamento l’istituto del riporto all’indietro delle perdite (cosiddetto “carry back”), che consente di riliquidare l’imposta degli esercizi precedenti a quello di realizzo della perdita, ottenendo il rimborso delle somme già versate; dare la possibilità alle imprese di computare la perdita del 2020, in diminuzione dei futuri redditi imponibili, per l’intero importo che trova capienza in essi e non nel limite dell’80%; concedere la facoltà alle imprese di trasformare parte delle perdite subite in credito d’imposta immediatamente utilizzabile. Una soluzione tampone per tutte le realtà che sono state fortemente danneggiate dal fermo del 4 marzo, indispensabile per chi, ancora oggi, non riesce a riprendere il lavoro.”