Riportiamo la nota della Confederazione Nazionale Artigianato di Forlì-Cesena

“Il contributo di CNA Forlì-Cesena, in termini di idee e proposte, in una lettera indirizzata ai sindaci e ai presidenti delle unioni dei comuni della provincia, per sostenere le imprese nella “Fase 2” di una situazione di crisi che non ha precedenti dall’ultimo dopoguerra. Situazione mai vissuta prima, che pertanto richiede interventi straordinari.

Richiameremo alcune tematiche e possibili azioni da realizzare nell’immediato, considerando due macro aree: la tassazione locale e il sostegno alle imprese.

Indirizziamo le nostre proposte anche sul tavolo delle Unioni dei comuni: ora più che mai, l’uniformità ed il coordinamento delle risposte nei territori è fondamentale per ridurre l’impatto della crisi sulle imprese, la cui difficoltà viene aggravata nei casi di incertezza sul piano dei regolamenti e delle informazioni.

  1. TASSAZIONE LOCALE

È necessario prima di tutto ridurne l’impatto, dilazionare le scadenze, posticiparle a fine anno. Lasciare liquidità in questo momento è carburante necessario per consentire di far ripartire il motore delle imprese.

Le proposte di CNA Forlì-Cesena:

TARI/TARIP – In questo caso le condizioni variano a seconda delle modalità che i territori si sono dati per l’erogazione del servizio rifiuti.

Riduzione tariffe: riteniamo che le imprese non debbano pagare la tariffa per il periodo di chiusura. Questo vale per le imprese chiuse, ma anche per quelle che hanno lavorato in modo marginale (ad esempio autoriparatori, impiantisti, ecc).

La riduzione deve concretizzarsi nel corso del 2020 verso tutte le imprese che abbiano prodotto meno rifiuti a fine anno.

Dilazione dei pagamenti: va protratta al più a lungo possibile

Rinegoziazione con ATERSIR: è necessario prima di tutto che le amministrazioni agiscano verso ATERSIR segnalando come le condizioni economiche sulle quali si è costruito la tariffa per l’erogazione dei servizi garantiti dai gestori (HERA e ALEA), siano cambiante. Qualora non si arrivasse ad un celere accordo, è necessario che il comune garantisca il pagamento ai gestori solo per una quota ridotta, fino al raggiungimento di un accordo.

Rimodulazione carico tariffario per rifiuti extradomestici: attualmente è stato fatto prevalentemente per la quota domestica. Pertanto almeno per l’anno 2020 chiediamo al comune di modificare le percentuali di distribuzione dell’importo complessivo, prevedendo la percentuale del 30% riservata ai rifiuti extradomestici e il 70% ai rifiuti domestici. Il tutto, posticipando il pagamento.

IMU – necessario posticipare la quota parte di competenza comunale nella seconda parte dell’anno.

Occupazione del suolo pubblico – l’importo non deve essere richiesto per il periodo di chiusura, anche in coerenza con le indicazioni contenute nel Decreto Rilancio, ma essendo uno strumento fondamentale per garantire il distanziamento, le imprese dovrebbero essere sgravate da questo onere durante il corso di tutto il 2020. Anzi, come proporremo dopo, incentivate all’utilizzo di maggiori spazi, là dove possibile.

Sospensione canoni di locazione per immobili comunali

Sospensione, fino a conclusione del periodo di emergenza sanitaria, del pagamento dei canoni di concessione/locazione per le attività commerciali (bar, ristoranti, negozi, ecc.) per le quali è stata disposta la chiusura, esercitate su immobili di proprietà comunale.

  1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE

Siamo convinti che si possa attuare in modo diretto, attraverso incentivi a sostegno delle imprese più colpite e virtuose. Per virtuose, per esempio, si potrebbero intendere quelle che si mettono nelle condizioni di richiamare i dipendenti al lavoro e/o che effettuano investimenti aziendali. Sottolineiamo come il criterio di attribuzione dell’eventuale sostegno diretto non possa essere solo ascrivibile alla totale chiusura delle aziende, come imposto dai DPCM relativi. Parte delle imprese aperte, hanno operato per mero spirito di servizio, pur subendo enormi riduzioni di fatturato (a titolo di esempio si ricordano autoriparatori, trasporto merci, trasporto persone, impiantisti). Il sostegno lo si può realizzare anche in modo indiretto, intervenendo in deroga ai regolamenti comunali, avvallando ogni richiesta lecita delle imprese e volta ad affrontare la crisi in modo costruttivo.

Le proposte di CNA Forlì-Cesena:

Deroga ai regolamenti – oggi più che mai, il tempo ha un valore incalcolabile, pertanto ogni richiesta delle imprese dovrà avere un canale preferenziale di risposta e tempi certi, in deroga anche ai regolamenti vigenti.

Occupazione del suolo pubblico – dovrà essere consentita, concessa, prorogata di un anno, attraverso automatismi con tempistiche di concessione/proroga non superiori ad una settimana, in coerenza con il codice della strada. Il tutto per garantire l’adeguato distanziamento per clienti e/o dipendenti. Non solo per i pubblici esercizi, ma per qualsiasi tipologia di impresa ne faccia richiesta.

Ampliamento temporaneo dei dehors esistenti o possibilità di realizzarne di nuovi con dimensioni più estese rispetto al massimo già consentito da regolamento. Con conseguente riduzione se necessaria degli stalli a pagamento, consentendo pertanto un miglior distanziamento sociale.

Orari di apertura – considerando che il distanziamento si attua utilizzando sia il fattore spazio, sia il fattore tempo, è necessario che le imprese possano agire in deroga ai vincoli di orario presenti, in modo da consentire, là dove possibile, sia la turnazione dei dipendenti, sia la distribuzione delle presenze dei clienti.

Appalti – ora più che in precedenza, è necessario mettere in campo le azioni previste dal codice degli appalti, che consentano di fornire elementi di premialità alle imprese locali e che facciano lavorare dipendenti locali. Liste, rotazione, lotti funzionali, sono solo alcune delle variabili proposte da noi più volte, che ora non possono più essere eluse.

Anticipare i pagamenti della P.A. – I pagamenti da parte delle amministrazioni per beni e servizi devono essere anticipati il più possibile e seguendo le indicazioni fornite anche dal ministero, garantiti anche per i servizi sospesi nella fase di lock down.

Credito – Con il decreto liquidità il ruolo degli istituti di credito diventa ancor più centrale per garantire liquidità alle imprese. Vanno però accelerati i percorsi decisionali, eliminando ogni elemento che comporti burocrazia non strettamente necessaria ed uniformando il più possibile le richieste per le imprese. I comuni possono sollecitare e sensibilizzare gli istituti di credito locali affinché procedano in questa direzione.

Anche in questa occasione, come CNA cerchiamo di dare un contributo efficace in termini di idee e concretezza, per la tenuta e il benessere della nostra comunità.”